DAVANTI AI VERTICI DI FORZA ITALIA PACE FATTA TRA GLI OCCHIUTO E SANTELLI

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Antonio Tajani e Maurizio Gasparri nel tour di presentazione dei candidati a Cosenza battezzano la nuova amicizia. «Vinciamo in Calabria e diamo una spallata anche al governo nazionale»

La pace (pubblica) adesso è finalmente suggellata. Jole Santelli ha abbracciato Mario e Roberto Occhiuto e i due fratelli alla platea dei sostenitori della candidata per il centrodestra hanno assicurato sostegno incondizionato. Il triangolo dei forzisti gode di nuova vita e linfa. I giorni delle chiamate dai toni roventi, delle minacce di dimissioni dal partito e della fuga con dimissioni da vice sindaco ormai sono un lontano ricordo, qualcosa di sbiadito, anche perché c’è da mettere a fuoco l’obiettivo principale: conquistare lo scranno più alto della Regione Calabria. Antonio Tajani e Maurizio Gasparri affiancano la candidata della coalizione per completare il tour di presentazione ufficiale dei candidati. Per questo, sulle poltrone di velluto blu, del cinema-teatro Modernissimo siedono composti quasi tutti i candidati della circoscrizione nord sotto i sigilli di Forza Italia, Casa delle Libertà e Jole Santelli Presidente. È la convention in risposta all’incontro pubblico di qualche giorno fa, quando lo stesso palco è stato calcato da Pippo Callipo e Nicola Zingaretti

ma i due eventi si danno due toni diversi. Il centro sinistra si è affidato alla verve di Nicola Zingaretti e alle parole pronunciate con commozione da Pippo Callipo, i forzisti invece hanno sfoderato il gotha del partito: Mario e Roberto Occhiuto, il vice presidente nazionale Antonio Tajani, il parlamentare Maurizio Gasparri con i colleghi Fulvia Caligiuri, Marco Siclari e Maria Tripodi. A Cosenza, sono arrivati anche Fulvio Martusciello e Aldo Patriciello. Insomma, mai come in questo caso Forza Italia prova con spirito di unità ad incarnare il motto “uno per tutti, tutti per uno”.
«LA TUA SQUADRA, JOLE» L’uno all’estrema sinistra, l’altra all’estrema destra. Così sono accomodati Mario Occhiuto e Jole Santelli. È il primo cittadino che rompe gli indugi del caos e si avvicina al pulpito sistemato sotto la gigantografia che proietta il logo “Santelli Presidente”. «Mai come in questo caso è arrivato il momento di dire basta all’individualismo – dice Mario Occhiuto -. Chi vive i rapporti umani sa che a renderli tali sono i sentimenti e quando succedono delle cose come quelle che sono successe tra me e Jole, come in tutte le famiglie si possono creare degli equivoci». Con gli animi ormai calmi, il qui pro quo tra gli Occhiuto e la Santelli sembra assumere i contorni di una svista o qualcosa a cui rimediare facilmente, ma così non è stato. In ogni caso, l’ascia di guerra è sepolta. «Ringrazio Jole che fin dai primi anni mi ha supportato – continua Mario Occhiuto – oggi parla di squadra e fa benissimo. Io non ho scelto di non cavalcare i personalismi e il successo personale ma ho deciso di fare la mia parte in questa squadra senza nessuna poltrona in cambio». Una giravolta in vista dell’unità che compie anche Roberto Occhiuto che passa dalle dimissioni del partito a leader pronto a fare il lavoro sporco in questi ultime settimane di campagna elettorale. «C’era voglia di esprimerli questi abbracci e questi sorrisi, aldilà di quelli che sono stati i problemi dello spogliatoio – spiega il vicario alla Camera di Forza Italia -. Io e Mario ci eravamo arrabbiati e molto, ora abbiamo voglia di sentirci parte di una squadra. Sosterremo Jole Santelli con tutta la nostra forza anche se in una posizione di secondo piano. Troverai sempre me e Mario dalla tua parte perché siamo dalla stessa parte». Un passo di lato che però non rappresenterà necessariamente un addio, Tajani avverte bene Mario Occhiuto, «Spesso in politica i passi indietro possono essere passi in avanti. La politica non si conclude mai».
IL PARTITO Le regionali sono termometro politico per la tenuta del governo e una doppia debacle emiliana-calabrese permetterebbe ai reggenti del centrodestra di avanzare non poche pretese circa la possibilità di ritornare a distanza di due anni di nuovo alle elezioni. «La vittoria del centrodestra in Calabria significherà anche un colpo al governo Conte che non credo resisterà con tutte queste divisioni interne – sostiene Tajani -.C’è bisogno di un governo di centrodestra che punti su innovazione e ricerca, abbassi la pressione fiscale e rilanci una politica industriale che questo Paese non ha». Tajani e così Gasparri bocciano le misure assistenzialistiche pensate dal Movimento 5 stelle. «Ho letto le dichiarazioni di Morra relative alla questione del candidato pentastellato e sono rimasto esterrefatto – dice Gasparri – a questo punto seguiamo il suo consiglio, non votiamo il Movimento 5 stelle, ma non facciamolo più non solo in questa occasione. Noi dobbiamo vincere la sfida di essere non eletti nel 2020 ma di essere rieletti nel 2025».
IL CANDIDATO Poco spazio al programma, «quello chi ha sempre fatto politica come noi ce l’ha in testa» spiega la Santelli. Molto spazio alle emozioni. La candidata è anticipata dalla canzone che ha scritto di suo pugno e nella quale dice di vedere la Calabria che sogna di governare. «Non abbiamo il bisogno di chiedere nulla a nessuno perché andiamo con le mani libere» spiega alla platea, mentre ai giornalisti dice: «Non c’è nessun accordo con Salvini circa l’assessorato all’agricoltura». Le priorità per la forzista sono: l’occupazione, il turismo, l’agricoltura, la ricerca. Cose sulle quali trova d’accordo anche l’eurodeputato Aldo Petricello: «Uno dei primi obiettivi che avrà la Santelli sarà quello di fare acquistare alla Calabria competitività sullo scenario europeo – spiega l’eurodeputato di Fi -. Il porto di Gioia Tauro era stato identificato come una priorità sullo sviluppo della “Via della Seta” uno dei più grandi progetti europei dei prossimi anni, poi è scomparso e l’obiettivo principale è ridare un ruolo a questo porto». Un ultimo passaggio la candidata del centrodestra lo dedica al ruolo rivestito come coordinatrice del partito «Abbiamo in questi anni lavorato affinché potessimo diventare il primo schieramento in Calabria, così è stato e sulla stessa scia lavoreremo anche dopo le elezioni».

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