DISCARICA DI SERVIZIO, TROPPI DUBBI A SIDERNO

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«Due atti formali fanno temere che ci sia l’intenzione di riaprire Timpe di Tenda»«Il vecchio sito oltre ad essere saturo è stato interessato da sversamenti di percolato»

Quali siti sono idonei ad ospitare discariche di servizio per l’impianto Tmb di Siderno? Questo interrogativo è stato rivolto dall’Osservatorio cittadino sui rifiuti al dipartimento Ambiente della Regione Calabria. I cittadini vogliono essere informati, infatti, circa i siti indicati dalla Città metropolitana come idonei ad ospitare una o più discariche di servizio per l’impianto Tmb di Siderno.

L’interrogativo – precisa un comunicato dell’Osservatorio – arriva perché nei giorni scorsi è circolata la notizia, probabilmente inverosimile ma tuttora in attesa di una smentita ufficiale da parte di Regione e Comune, secondo la quale si starebbe pianificando una riapertura di una discarica ubicata sul territorio di Siderno. «L’equivoco che ha messo in allarme molti cittadini – rileva l’Osservatorio – nasce dalla pubblicazione di due ordinanze emanate rispettivamente dalla presidenza della Regione, nel mese di settembre 2019, e dal Comune di Siderno, lo scorso dicembre. Sebbene non sembra ci sia una relazione tra l’atto comunale, con il quale si intende concludere l’iter di esproprio dei terreni su cui è sorta la discarica ormai satura, e il documento della Regione con il quale si chiedeva alla Città metropolitana di Reggio Calabria di indicare uno o più siti su cui aprire nuove di scariche a servizio dell’Ambito territoriale ottimale (Ato), la pubblicazione a distanza di pochi mesi ha fatto temere che ci sia l’intenzione di riaprire Timpe di Tenda».

L’Osservatorio, seppure sia «consapevole – è scritto nel documento – della impossibilità di riaprire la discarica di Siderno, che oltre ad essere satura è stata interessata da gravi cedimenti strutturali con relativi sversamenti di percolato», ha chiesto formalmente di essere informato dei siti che la Città metropolitana di Reggio era chiamata ad individuare con termine perentorio di 20 giorni dall’ordinanza della presidenza della Regione. Come dire, chi si è guardato si è salvato.

Nella parte finale del documento anche l’auspicio che gli Enti interessati possano chiarire in modo inequivocabile la questione e che la stessa assessore regionale sidernese Maria Teresa Fragomeni, che anche nel recente passato ha seguito direttamente la vicenda, possa dare una risposta più celere possibile al fine di tranquillizzare la cittadinanza.

ARISTIDE BAVA

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