FOLLIA IN CASERMA, ARRESTATO UN MARESCIALLO LE DENUNCE CONTRO IL MILITARE DEL SINDACO DI CAROLEI

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Ivan Pucci ha chiuso il superiore in ufficio e lanciato dalla finestra la chiave della porta.

Un trasferimento non gradito. Legato a incomprensioni avute con il personale. Una brutta storia culminata in un’azione di inusitata violenza che ha come protagonista un sottufficiale dell’Arma e come vittima un ufficiale. Il maresciallo dei carabinieri Ivan Pucci, comandante della stazione Carabinieri di Carolei, piccolo centro del Cosentino, è stato arrestato e posto ai domiciliari per ordine della magistratura inquirente, con l’accusa di lesioni, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale. Venerdì sera Pucci, dopo aver ricevuto la notifica del provvedimento di assegnazione alla compagnia di Corigliano Rossano, s’è presentato dal suo comandante, il capitano Giuseppe Merola, all’interno della centralissima caserma “Paolo Grippo” e dopo aver chiuso la porta dell’ufficio del superiore gerarchico e gettato la chiave dalla finestra, l’ha aggredito con calci e pugni provocandogli ferite giudicate guaribili in trenta giorni. Il maresciallo, in preda all’ira, si sarebbe messo ad urlare chiedendo di parlare con il generale che comanda i reparti di tutta la regione, scagliandosi poi contro il capitano. Il trambusto provocato dall’aggressione, ha determinato l’intervento degli altri carabinieri presenti nella struttura militare che per soccorrere l’ufficiale e bloccare il maresciallo hanno dovuto sfondare la porta. Riportare Pucci alla calma non è stato facile. Contuso e sanguinante, il capitano Merola è stato invece subito portato in ospedale. Immediato l’intervento del comandante provinciale, Piero Sutera, che ha ordinato la consegna e posta in custodia della pistola di ordinanza del sottufficiale e informato tempestivamente dell’accaduto il procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo. L’aggressore è stato interrogato alla presenza del proprio legale, l’avvocato Nicola Carratelli e posto agli arresti domiciliari. Naturalmente è stato sospeso dal servizio e rischia la destituzione. La direzione delle indagini, condotte dal Reparto operativo guidato dal tenente colonnello Raffaele Giovinazzo, è stata assunta dal pm Donatella Donato. Sabato mattina l’indagato, in attesa di raggiungere il palazzo di giustizia, ha ingerito delle pillole di tranquillanti probabilmente nel maldestro tentativo di togliersi la vita. È stato perciò sottoposto a cure sanitarie in ospedale: la perizia dei medici ha scongiurato tragiche conseguenze. Ivan Pucci, cinquantenne, già sottoposto in passato a sanzioni disciplinari, aveva in precedenza svolto servizio prima nella compagnia di Rogliano e poi in quella di Rende. Da quest’ultima sede era stato trasferito per disaccordi avuti con i colleghi. Disaccordi che pare si siano ripetuti con i nuovi compagni di lavoro quando ha assunto il comando della stazione di Carolei. Disaccordi sfociati in vere e proprie denunce firmate dal comandante nei confronti di alcuni dei suoi uomini e addirittura dell’ufficiale picchiato selvaggiamente che guida la compagnia di Cosenza. Da qui, dopo una serie di audizioni, la decisione di destinarlo ad un altro reparto territoriale della provincia. Una decisione che Pucci non ha accettato di buon grado e che l’ha spinto a compiere un gesto inqualificabile, che non fa onore alle migliaia di carabinieri che ogni giorno, in ogni angolo del nostro Paese, garantiscono la sicurezza dei cittadini e difendono i valori della legalità e della democrazia con sacrificio, coraggio e assoluta abnegazione. Il capitano Merola ne è, peraltro, un esempio. L’arresto del sottufficiale dell’Arma ha creato non poco imbarazzo in città perché la moglie, Erminia Giorno, è lo stimato segretario generale della Camera di Commercio.

arcagelo badolati

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