“GETTONOPOLI” A CATANZARO FINISCE SULL’ARENA DI GILETTI

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La trasmissione in onda su La 7 si è occupata dell’inchiesta che ha portato 29 consiglieri comunali del capoluogo ad essere indagati dalla Procura. Per tutti l’accusa è di truffa e falsità ideologica e materiale

La vicenda dei gettoni di presenza che sarebbero stati “allegramente” elargiti ai consiglieri comunali di Catanzaro così come i rimborsi e le assunzioni fittizie è finita nuovamente alla ribalta nazionale. Nella puntata di Non è l’Arena in onda domenica sera alle 20.30 su La 7 , la trasmissione condotta da Massimo Giletti si è infatti occupata della vicenda. Ai microfoni dell’inviato della popolare trasmissione televisiva, tra gli altri ha risposto Antonio Angotti che assieme ad altri 28 consiglieri comunali – suoi colleghi – è finito nel registro dell’indagati della Procura della Repubblica di Catanzaro. Per tutti l’accusa è di truffa aggravata, falsità ideologica, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale. «La normativa nazionale – dice Angotti dopo essersi qualificato alla domanda dell’intervistatore come “indagato” – prevede che se un consigliere comunale risponde presente ed un minuto dopo esce dall’aula e, non ritorna più, ha già maturato un gettone di presenza». Qualcun altro però non ha gradito l’incursione dell’inviato di Giletti come Enrico Consolante, un altro consigliere comunale finito anch’egli tra gli indagati: «Non c’è nulla da sorridere – dice Consolante, interrompendo l’intervista ad Angotti – perché sulla nostra pelle lei non ha nemmeno l’idea di cosa stiamo passando per questa vicenda».

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