I RACCONTI DI NONNO COCÒ NELLA MOSCHETTA CHE FU

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Storie di disagi e povertà ma intrise di nostalgia per un mondo forse migliore

I “Racconti di nonno Cocò”, il libro autobiografico di Costantino Spagnolo «ci riporta e ci trasporta verso quel mondo di valori puri e autentici come amicizia, fede e amore, che sempre più si allontano dalle realtà quotidiane per lasciare posto allo pseudo progresso vissuto freneticamente, e incapace di creare spazi di riflessione sulla vita come momento di aggregazione sociale e condivisione di gioie e beni». È quanto è stato affermato nel corso della presentazione avvenuta sabato scorso, nella sala del teatro popolare di Moschetta. A organizzarla sono state l’associazione teatrale “Don Giovinazzo” e l’associazione culturale “Pro Moschetta”, mentre a portare i isaluti dell’Amministrazione comunale è intervenuto l’assessore Vincenzo Panetta. Dopo i saluti del parroco di Moschetta, don Giuseppe Marino, del presidente dell’Associazione teatrale “Don Giovinazzo” e da Leonardo Armocida, amico d’ infanzia dell’autore, a cui l’ opera è stata dedicata, il presidente dell’Associazione “Pro Moschetta” nel presentare il libro ha voluto prima di tutto evidenziare l’attaccamento dell’autore alla sua Moschetta attraverso «la narrazione della sua infanzia trascorsa tra le difficoltà e la miseria dell’ immediato dopoguerra».

Il volume, chiaramente autobiografico, raccoglie dieci racconti «narrati con passione e saggezza da leggere» nei quali il filo conduttore è la «straordinaria potenza della fede, perché intriso di passato e presente , di sofferenze, disagi e stenti», ma anche di obiettivi «raggiunti con volontà e caparbietà».

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