IL 6 GENNAIO, IL “BACIO A GESÙ BAMBINO”, AL SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLO SCOGLIO. IERI L’INCONTRO DI PREGHIERA PRESIEDUTO DAL VESCOVO OLIVA

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Domani, alle ore 17:00, come avviene quotidianamente, verrà celebrata la Santa Messa, presso il rinomato santuario di Nostra Signora dello Scoglio, a Santa Domenica di Placanica, dal rettore, padre Raffaele Vaccaro. Al termine della divina liturgia, si svolgerà la funzione del “Bacio a Gesù Bambino”.

Il vescovo Oliva con accanto il bravissimo diacono, don Mimmo Franco

Ieri, invece, Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Locri – Gerace, monsignor Francesco Oliva ha presieduto un incontro particolare di preghiera, attorniato da diversi sacerdoti, diaconi e accoliti. Fratel Cosimo, il fondatore del santuario mariano, ha elevato una preghiera d’intercessione, per la guarigione dei malati e dei sofferenti, alla presenza del Santissimo Sacramento, esposto all’adorazione dei fedeli, al fianco del successore degli Apostoli. Prima della solenne concelebrazione eucaristica ha, invece, tenuto una seguita evangelizzazione, che riportiamo, di seguito, dopo aver sbobinato la registrazione della stessa.

Fratel Cosimo

L’uomo di fede, ha prima invitato tutti a pregare la Madonna con un’ave Maria. Poi ha detto: Nel salmo 118 al v. 26 la Parola di Dio dice: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Con queste parole miei cari fratelli e sorelle, rivolgo a tutti voi un cordiale benvenuto al Santuario Nostra Signora dello Scoglio. Oggi, in questo primo sabato del mese di Gennaio, come ogni primo sabato del mese, ci ritroviamo ancora una volta in questa Valle benedetta divenuta oasi di pace e di preghiera, per presentare alla Vergine Santissima tutti i nostri bisogni e le nostre necessità. Ella, nel suo amore di Madre, voglia accogliere le nostre preghiere ed esaudirle con la sua materna intercessione. Ora, con animo lieto prestiamo attenzione alla Parola del Signore tratta dal Vangelo di S. Giovanni Apostolo c. 1 a partire dal v. 9 fino al v. 14. Essa dice: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”. Fratelli e sorelle, l’Evangelista Giovanni nel suo Prologo, il quale a me appassiona così tanto, ci offre una descrizione chiara riguardo la venuta di Gesù Cristo nel mondo. Egli scrive: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo, cioè, Gesù Cristo il Signore”. Quindi tutto ciò che è nella natura di Dio, e cioè, amore, luce e grazia, si è avvicinato a noi e ha brillato in questa adorabile persona di Gesù Cristo. Ma le tenebre morali dell’uomo non hanno ricevuto la vera luce. Il mondo non ha conosciuto il suo Creatore. I suoi, cioè i Giudei non hanno ricevuto il loro Messia. Viene quasi spontanea la domanda: E noi oggi, come generazione di questo tempo, lo abbiamo ricevuto, lo abbiamo accolto nella nostra vita, quale nostro Signore e Salvatore? O ci comportiamo come i giudei di quel tempo? Se lo abbiamo accolto veramente siamo dei figli di Dio, e non possiamo non sentire dentro di noi il bisogno di stare continuamente uniti a Lui, e non solo, ma dobbiamo anche vivere per Lui, avere comunione con Lui, e cercare di conoscerlo sempre di più. Se invece, non abbiamo ancora riconosciuto e accolto il Signore nella nostra vita, come possiamo incontrarlo e accoglierlo? Non è difficile, è molto semplice: basta piegare il cuore e metterci in cammino sulla sua strada, convertendoci a Lui, alle sue scelte, mettendoci in discussione, non una discussione superba, ma una discussione umile e serena, per lasciarci guidare, e allo stesso tempo condurre da Lui. E sapete cos’è che ci consente di incontrare e accogliere il Signore nella nostra vita? E’ proprio l’umiltà, essere miti e umili di cuore. Gesù nella sua umiltà e povertà è venuto al mondo in una misera e squallida grotta. Noi dobbiamo prendere esempio da Lui e scendere dal piedistallo dell’orgoglio, dobbiamo buttare via l’arroganza, l’autosufficienza, la paura di piegarsi, e così di certo incontriamo il Signore e lo accogliamo nel nostro cuore. Abbiamo udito dal Vangelo di Giovanni: “Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto”. Miei cari fratelli e sorelle nel Signore, quando Gesù è venuto in questo mondo, Egli si è presentato ai Giudei come il loro Messia, ma essi non l’hanno ricevuto, non l’hanno accolto. Così come allora, anche oggi Egli si offre nuovamente a tutta l’umanità e ci chiede di essere accolto nei nostri cuori, e a tutti coloro che lo ricevono, lo accolgono, concede, dà il diritto, o possiamo dire anche l’autorità, il potere di diventare figli di Dio. “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Ma cos’è il Verbo? Il Verbo è la Parola che si fece carne nel seno della Vergine Maria e divenne uomo. “A quanti però lo hanno accolto, dice il Vangelo, ha dato il potere di diventare figli di Dio”. Fratelli e amici, Gesù Cristo il Messia Salvatore che abbiamo accolto a Natale, ci ha resi figli di Dio. Questa è la novità del S. Natale. Siamo figli di Dio. Comportiamoci quindi, da veri figli. Dio ci ama di un amore eterno, ma da parte nostra occorre rinnovare un rapporto di vero amore con Lui. Noi non dobbiamo credere per abitudine. Non dobbiamo amarlo per convenienza. Non possiamo essere cristiani per tradizione. Amiamo sinceramente e con tutto il cuore il Signore, ricambiamo il suo amore. Accogliamo la sua Parola. Mettiamo in pratica i suoi comandamenti. Le feste finiscono. Si spengono anche le luci. Si ripongono gli addobbi, si torna alla vita di sempre. Ma non si deve mai spegnere il nostro amore per il Signore. Non si deve affievolire la sua luce accesa nelle nostre coscienze, poiché è la sola luce che può rischiarare il cammino della nostra vita. Continuiamo a far sopravvivere in noi la spiritualità del S. Natale, specialmente i propositi di bene che ci ha suggerito il Natale. Con il nuovo anno dunque, diamo una spinta di maggiore vigore alla nostra vita cristiana. Solo così il trascorso Natale del Signore sarà stato vero per noi. Solo così il nuovo anno 2020 sarà per noi un anno ricco di buone sorprese. La Vergine Santissima, Madre di Dio e Madre nostra, ci aiuti ad amare il Signore con tutto il nostro cuore, a credere nel suo Nome, e a mettere in pratica la sua Parola, affinché questo nuovo anno da pochi giorni iniziato, sia per ciascuno di noi un anno di grazia del Signore e di santa perseveranza cristiana. Dite Amen. L’Emmanuele, il Dio con noi, vi benedica con la sua pace e vi custodisca sempre nel vostro cammino. Sia lodato Gesù Cristo. ” Da evidenziare, infine, che si sono notate sempre più file di pellegrini, per le confessioni e che impeccabile è risultata l’organizzazione dell’evento spirituale, grazie ai volontari laici della comunità di servizio e preghiera, fondata da Fratel Cosimo.

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