IL MOTORSHOW 2020 TRASLOCA, ADDIO A SALINE JONICHE

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Il Comitato Sant’Elia/Tegani:«Giusto così, alle istituzioni del porto non interessa nulla»

Straordinaria partecipazione di pubblico, area portuale finalmente riqualificata, interesse dei media nazionale. Tutto questo e molto altro è stato il “Motorshow 2Mari” edizione 2019, che si è svolta l’estate scorsa al porto di Saline Joniche fra l’entusiasmo di migliaia di appassionati. È stato, ma non lo sarà più. L’omonima associazione organizzatrice dell’evento, sul proprio sito e sulla propria pagina Facebook, ha annunciato che nel 2020 l’imponente kermesse motoristica, la più importante del Centro-Sud, si terrà a Lamezia Terme con una possibile tappa anche a Bari. I propositi iniziali del sodalizio guidato dal presidente Enzo Moscato erano nel senso di ripetere l’evento sempre a Saline ma, con ogni probabilità, non ci sono più le condizioni per farlo. L’amore e la passione per la propria terra, senza il supporto delle istituzioni, non può bastare a organizzare un evento di tale portata.

Con una durissima lettera aperta il comitato “Sant’Elia/Tegani”, nel rimarcare preliminarmente la piena legittimità della scelta operata dall’associazione “Motorshow 2Mari” in merito all’individuazione della migliore location possibile per l’edizione 2020, attacca le istituzioni locali, metropolitane e regionali, ree di immobilismo sull’area portuale salinese.

«Perché mai – scrive il comitato guidato dal presidente Antonio Perpiglia – gli organizzatori del Motorshow avrebbero dovuto scommettere nuovamente sull’area portuale se le istituzioni sono state le prime a non muovere un dito affinché Saline potesse essere in grado di ospitare anche l’edizione 2020? Cosa hanno fatto le istituzioni prima, durante e dopo l’edizione 2019 del Motorshow per incentivare la presenza di potenziali investitori? Cosa è stato fatto per offrire una prospettiva a quest’area dalle enormi potenzialità?». Tutti interrogativi senza risposta, visto lo stato di abbandono e degrado in cui è ripiombata l’area in questi mesi. «A farsi vive – aggiunge sarcasticamente il comitato – sono state solo le mareggiate, che nei prossimi anni si porteranno via anche le ultime illusioni di chi credeva nell’importanza di questa infrastruttura. Rimane il sapore di una grossa delusione per quella che avrebbe potuto essere l’ultima occasione per far rinascere quest’area, già ampiamente deturpata dalla presenza dei resti dell’ex Liquichimica e ripetutamente violentata da un’inerzia istituzionale che l’ha condannata a una interminabile agonia».

fonte gazzetta del sud

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