IL NUOVO TRIBUNALE SARÀ L’ENNESIMA GRANDE INCOMPIUTA?

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«Nei prossimi giorni chiederò la restituzione delle procedure relative all’appalto al Comune di Locri». Calabrese non ha dubbi: «Ritardi imputabili solo al Provveditorato regionale» .

Il nuovo tribunale di Locri rischia di essere l’ennesima grande incompiuta. Da un assordante silenzio che dura ormai da mesi, emerge la preoccupazione del sindaco Giovanni Calabrese. «È ormai trascorso un ventennio da quando è partito l’iter amministrativo, e direi che è abbastanza tempo: nei prossimi giorni chiederò la restituzione delle procedure relative all’appalto al Comune di Locri».

Per la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia, il ministero della Giustizia aveva messo a bilancio la considerevole somma di 20 miliardi di vecchie lire alla quale si aggiunsero due miliardi e trecento, il 10% del costo dell’opera, a carico della Regione Calabria.

La costruzione, dopo un alternarsi di “stop and go”, fu riavviata, con la cerimonia di consegna dei lavori, il 20 ottobre 2016. A quella cerimonia presenziarono il provveditore interregionale per le Opere pubbliche di Sicilia e Calabria, ingegnere Donato Carlea, l’allora prefetto reggino Michele di Bari, e il presidente della Corte d’appello di Reggio Calabria, Luciano Gerardis e l’avvocato generale della Procura generale reggina, Fulvio Rizzo.

La consegna dei lavori e la «pressante e sinergica azione messa in campo», si disse allora, dal sindaco Calabrese unitamente al presidente del Tribunale e al procuratore capo, rispettivamente Rodolfo Palermo e Luigi D’Alessio, sembravano aver rimosso e superato tutti gli ostacoli per la riapertura del cantiere. Al punto – ricorda il primo cittadino locrese – «da fare la previsione di consegna entro il 31 dicembre 2020».

Purtroppo l’iter procedurale si è arenato di nuovo. Il nuovo stop – ha sottolineato ieri il primo cittadino – «è avvenuto a causa di un rapporto molto complicato e non sempre collaborativo con i tecnici del Provveditorato regionale Opere Pubbliche. Lo scorso luglio – ricorda Calabrese – si è svolto l’ultimo incontro ufficiale, dopo di che continui rinvii e inspiegabili e preoccupanti silenzi».

Per il sindaco e l’Amministrazione locrese. «tutto ciò è inaccettabile, non è assolutamente ammissibile l’atteggiamento del Provveditorato. La città – afferma il primo cittadino – ha la necessità di avere il nuovo palazzo di giustizia, e se le procedure fossero rimaste in capo al Comune di Locri probabilmente oggi avremmo già completato la struttura. Mentre oggi, invece, non si riesce a capire quali siano le cause che impediscono di riaprire il cantiere. Proprio nell’ultima riunione di luglio la ditta aveva manifestato la disponibilità a riprendere il lavoro anche il mese successivo, ad agosto. Non si riesce oggi a comprendere quali possano essere state le sopraggiunte novità che hanno bloccato ogni cosa».

«A questo punto è auspicabile – sottolinea il primo cittadino – un intervento diretto del ministro dei Lavori pubblici dal quale dipende il provveditorato che ha in affidamento la realizzazione dell’opera, e del ministro della Giustizia, che oltre a rispondere delle criticità e del disagio in cui oggi operano i magistrati locresi, spende oltre 300 mila euro annui di affitti passivi».

Calabrese chiude con un annuncio: «Lunedì (domani, ndc) chiederò al Presidente del Tribunale la convocazione della Conferenza permanente con la presenza dei responsabili del Provveditorato per avere le necessarie risposte».

«Davanti a un inspiegabile silenzio i vertici del Tribunale di Locri, ai quali si chiede un ulteriore sforzo e contributo per sollecitare la riapertura del cantiere – continua – devono essere informati. Non si può predicare attenzione per la Locride e abbandonare poi un territorio che da anni, proprio sui temi di legalità e giustizia, ha intrapreso un percorso chiaro e netto. La magistratura è un riferimento e un presidio importante e gli operatori giudiziari devono essere messi in condizione di lavorare».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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