IL VESCOVO DI LOCRI: RINUNCIAMO A QUALCOSA MA METTIAMO IN SICUREZZA LE STRADE

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«Non è possibile accettare che la 106 sia la via delle lacrime Per tutte queste morti c’è una responsabilità diffusa»«Diamo un senso alla sofferenza di tanti genitori che hanno costituito persino un’associazione»

«Vogliamo fare nostre le vostre lacrime, abbracciare assieme a voi la croce della sofferenza, dire a tutti la nostra fede nella vita e nella resurrezione: Alessandro non rimane nella morte, ma vive per sempre in Dio. Dio non lascia perire nulla di quanto ha creato. È il Dio della vita, non della morte». È questo un passo dell’omelia pronunciata dal vescovo di Locri-Gerace, Francesco Oliva, alle esequie del giovane Alessandro Luppino, il 15enne residente a Bianco, deceduto a seguito di un incidente stradale avvenuto domenica scorsa lungo la Statale 106 nel tratto che attraversa Casignana.

Al funerale del giovane il vescovo Oliva, pastore di una comunità commossa che ha attorniato i familiari di Alessandro, ha sottolineato: «Di fronte a un evento così tragico, non possiamo restare indifferenti, non possono lasciarci indifferenti i sogni di un adolescente. Siamo presi da sentimenti diversi, di commozione e di compassione, di dolore ma anche di speranza. In questo momento, è più giusto fare silenzio e pregare, è più giusto che le lacrime prendano il posto delle parole».

Rivolgendosi ai presenti e soprattutto ai tanti giovani il vescovo ha detto: «Trasformate il vostro dolore in germe di vita. Custodite i vostri sogni e date valore alla vita anche quando siete alla guida sulle strade della Locride e su questa Ss 106, infida ma necessaria via di comunicazione. Con i suoi rettifili, i suoi attraversamenti dei centri abitati, la ristrettezza delle corsie, le curve improvvise nasconde tanti pericoli e diviene causa di morte. Non è possibile accettare che la 106 sia la strada delle lacrime. Reagiamo alla tentazione di percorrerla come una pista di Formula 1, un’autostrada ove gareggiare in velocità. È una strada che non è stata fatta per questo. Rispettiamone i limiti di velocità. La fretta non è buona consigliera».

«Non si può continuare a morire per strada – ha proseguito il vescovo che ha aggiunto – ci sia alla guida senso di responsabilità: quando esso manca, non bastano gli autovelox. Non lasciatevi prendere dalla tentazione di usare il cellulare durante la guida. Se amate la vita, amatela sempre, anche durante la guida. Lo dico a voi giovani, perché intendano gli adulti. Della guida spericolata e delle morti causate dagli incidenti stradali Dio un giorno chiederà conto».

«Per i morti su strada c’è una responsabilità diffusa», ha proseguito monsignor Oliva che rivolgendosi agli amministratori presenti ha aggiunto: «La sicurezza del cittadino è al primo posto tra i vostri doveri amministrativi. Siamo stanchi di continuare a celebrare funerali di giovani che perdono la vita su strada. Siamo stanchi di continuare a chiedere le stesse cose. Nelle contingenze economiche è il caso di rinunciare a qualche grande opera, per mettere in sicurezza le ordinarie strade di collegamento. Date senso alle lacrime di tanti genitori che per dare senso al loro dolore hanno costituito persino un’associazione, quella dei “Figli in cielo”».

L’investitoreresta ai domiciliari

Rimane ai domiciliari il 28enne T.A., residente a San Luca, arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio stradale aggravato avvenuto domenica scorsa sul tratto di Statale 106 nei pressi del comune di Casignana, dove è deceduto il 15enne Alessandro Luppino. Lo ha disposto il gip di Locri, Gabriella Logozzo, che ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri ed ha confermato gli arresti domiciliari, per come richiesto dalla Procura di Locri che coordina le indagini sul tragico incidente stradale. Al momento la Procura contesta la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale al 28enne che, assistito dall’avvocato Pietro Bertone, era alla guida di una Fiat Panda nel senso di marcia Reggio Calabria-Catanzaro. (r.m.)

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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