INDAGINI SULLE INFILTRAZIONI DEI CLAN NELLA VIBONESE CALCIO

158

I pm della Dda di Catanzaro si concentrano sul ruolo del costruttore Francesco Patania nella società e sulla gestione del bar all’interno dello stadio

La Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita-Scott” sui clan Mancuso e Lo Bianco, ha aperto un filone di indagine anche «sull’infiltrazione del locale di ‘ndrangheta di Vibo nella società calcistica U.S. Vibonese», militante in Lega Pro. La notizia è stata anticipata dal Fatto Quotidiano e poi ripresa dall’Agi. Fra i soci della squadra vi è infatti il costruttore Francesco Patania, arrestato per associazione mafiosa e posto ai vertici del clan Lo Bianco. A sostegno della nuova indagine ci sono, fra l’altro, le dichiarazioni del collaboratore Andrea Mantella che ha indicato «i soci occulti della società, i quali avendo appreso di indagini in corso – scrive la Dda – decidevano di cedere le quote ad altri soggetti da loro stessi individuati. Tra questi i componenti della consorteria Mancuso di Limbadi decidevano di far entrare nella compagine societaria dell’attività calcistica vibonese l’imprenditore Caffo di Limbadi», che allo stato non risulta però tra gli indagati. «Le attività investigative – scrive la Dda – dimostrano che il clan Lo Bianco ha ottenuto pure il pieno controllo del bar (totalmente abusivo) all’interno dello stadio di Vibo (foto sopra) grazie alla concessione dalla società calcistica. Fra i gestori, Rosario Pugliese (latitante) e Orazio Lo Bianco (arrestato e destinatario di un Daspo). In tale contesto Rosario Pugliese – sostiene la Dda – vantava l’appoggio del presidente Giuseppe Caffo in persona a perorare la causa della riapertura del bar dinanzi al Questore di Vibo». Gli spunti investigativi sono contenuti nella richiesta di misure cautelari firmata dai pm della Dda del capoluogo.

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.