«IO DI CENTRODESTRA? HO LA TESSERA DEL FARE. E SONO LIBERO». CALLIPO RISPONDE ALLE “ACCUSE” DEL GIORNALE

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L’house organ berlusconiano punge il candidato del centrosinistra. La replica: «Zingaretti mi ha dato carta bianca. Non tradirò i calabresi». Anche Wanda Ferro smorza la polemica. «Solo avversari, non nemici. Io e Santelli lo stimiamo»

La provocazione («Pippo Callipo uomo di centrodestra») è arrivata, per la prima volta, dal centrosinistra oliveriano, prima della ricomposizione dei contrasti all’interno del Pd. Il Giornale, house organ berlusconiano, l’ha rilanciata oggi. Permettendo all’imprenditore del tonno di chiarire nuovamente la natura del proprio impegno. «Aggiungo e rispondo – dice Callipo – che io non sono un politico di carriera. Che non sono un candidato di parte. Che sono un candidato di “Io Resto in Calabria”. Che il Pd ha sposato i miei principi e che Zingaretti, venuto nella nostra Regione, ha ribadito che Callipo è un uomo libero e ha carta bianca». A parlare è Pippo Callipo, candidato governatore della Calabria, che rispondendo al “Giornale” che lo “accusa” di essere il candidato di Zingaretti pur avendo fatto in passato il tifo alle urne per il centrodestra, aggiunge: «Io ho solo la tessera del fare e dell’imprenditore. A costo di rompere il giocattolo, non tradirò i calabresi. Piuttosto, vorrei sapere se agli altri è stata garantita la stessa cosa». Al centro della polemica, ora come allora, una foto di Callipo con Wanda Ferro, all’epoca candidata governatore del centrodestra, e Giuseppe Mangialavori, attuale parlamentare di Forza Italia. «Mi sono fatto fotografare con Wanda Ferro (Fdi) che stimo. In quella circostanza c’era mio nipote Giuseppe Mangialavori (Fi), un giovane che ho cresciuto, dunque equiparato ai miei figli – racconta l’imprenditore – Nel rispetto della competizione e delle parti non posso non riconoscere questa parentela. Stimo mio nipote e pensavo che a dispetto di tante cose la Ferro potesse essere la persona».
«Detto ciò – rimarca – saranno i calabresi a valutare. Il Pd ha sposato i miei principi e si è affiancato. Zingaretti ha ribadito ad alta voce che Callipo è un uomo libero e che ha carta bianca. Vorrei sapere – provoca – a chi altri tra i candidati è stata detta la stessa cosa. Detto ciò, sono felice di ricevere queste accuse e non altre come l’essermi appropriato di fondi pubblici o l’avere trafficato con fondi particolari».

«I CALABRESI NON VOGLIONO POLITICI» «I calabresi – incalza l’aspirante governatore della Calabria – non vogliono politici, ne hanno piene le tasche. Desiderano
essere ascoltati. A Capo Rizzuto mi dicevano che da cinque anni non hanno avuto udienza in Regione. Io – sottolinea – voglio far funzionare la macchina burocratica. Partirò dalla formazione di una buona squadra di governo su cui ho carta bianca, con politici e non-politici che abbiano competenze specifiche di settore e che siano calabresi. Riavvieremo – prosegue – gli ingranaggi della rivoluzione, nel senso di cambiamento immediato e repentino di situazioni e procedure che ingessano la Calabria e riporteremo la Regione alla normalità».
«Ho apprezzato molto la concretezza dell’onorevole Zingaretti: mi farà fare – rimarca Callipo – e i suoi consigli non saranno imposizioni. Per questo – conclude – invito i calabresi ad andare a votare: Siamo noi gli artefici del nostro destino. Non vi tradiremo».

FERRO: «PER CALLIPO STIMA» La polemica personale su Callipo viene smorzata anche da Wanda Ferro. «All’epoca Callipo mi appoggiò perché aveva intravisto in me una candidata che aveva ben amministrato e con liste qualificate. Semmai dovrei sottolineare la crisi di identità del Pd. Ma nulla a che fare con la proposta dell’epoca». La Ferro aggiunge: «Posso confermare la stessa stima all’uomo e all’imprenditore, stima nei confronti di Callipo dichiarata anche da Jole Santelli», sfidante azzurra del candidato Pd alla presidenza della Regione. «Rispondo anche – prosegue – che si gioca su programmi differenti. Che abbiamo messo in campo il miglior candidato per il centrodestra. Che dovrà affrontare sfide difficili in Calabria. Che non mi piace la politica dei compromessi al ribasso, né del parlare di responsabilità altrui. Gli avversari non sono nemici ma avversari e il rispetto delle persone prescinde dall’appartenenza politica». Secondo la parlamentare, il dibattito suscitato dalla trasversalità d’attestazione di stime reciproche è comunque emblematico «di una Calabria positiva che deve uscire fuori con una qualità politica che parla di problemi e pensa ai giovani attraverso “storie di consapevolezza” per vincere e governare. Come nel caso della candidatura della Santelli: attraverso il valore aggiunto di concretezza ed affidabilità di una donna» appartenente ad una forza politica guidata al femminile, che «ha dimostrato di essere leale, affidabile e concreta».

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