Ven. Gen 22nd, 2021

La parlamentare contro i vertici del Movimento: «Non rendiconterò più sulla piattaforma, e in Calabria si è sbagliato tutto. Ma non me ne vado, perché non ho tradito i valori pentastellati a differenza di altri

Le “picconate” di Dalila Nesci sul Movimento 5 Stelle. In un video sulla sua pagina facebook, la parlamentare M5S attacca a tutto spiano contestando la linea dei vertici pentastellati con riferimento sia alle vicende nazionali che regionali, anche se la Nesci precisa: «Non vado via dal movimento». «Dovevamo operare una rivoluzione culturale, ma – esordisce la deputata vibonese M5S – le maggiori energie sono state utilizzate in questi anni per abbassare la qualità del discorso politico, tanto è vero che Ci ritroviamo ciclicamente a parlare di rendicontazione per denigrare qualche parlamentare o per distogliere l’attenzione dalle questioni politiche che dovrebbero essere argomentate. Ci siamo sempre lamentai del trattamento mediatico di alcune testate, salvo poi servirsene negli anfratti dei palazzi per bastonare scientificamente qualcuno. Per il Movimento le rendicontazioni dovevano essere un vanto, un’azione politica gioiosa che potessero rilanciare il significato di testimonianza e d esempio, invece ancora una volta abbiamo tirato fuori questo argomento come una clava mediatica, a partire purtroppo dai vertici del Movimento, per delegittimare dei portavoce. In questa trappola a mio avviso sono caduti in tanti, anche in buona fede, che non vedono la trave negli occhi del M5S. io sono arrivata a donare più di 170mila euro dal 2013, quando sono stata eletta per la prima volta, potete controllare tutti i bonifici di questi anni sul mio sito, potete verificare che li ho donati volontariamente da parte del mio stipendio da parlamentare e ne sono fiera. Solo che adesso non ci sto più ad abbassarmi a questo messaggio becero sul denaro e sui soldi, e non rendiconterò più sulla piattaforma M5S e ho scelto di donare i miei soldi ad associazioni che sono attive sul territorio, infatti sempre sul mio sito trovare i miei nuovi bonifici, uno fatto ad associazione che si occupa ai malati di Sla, un altro a favore di un’associazione che si occupa di tutela dei minori. Questo – aggiunge Dalila Nesci – perché il messaggio simbolico, rivoluzionario delle rendicontazioni doveva esser chiaro, cioè il denaro non è il fulcro dei nostri rapporti personali e non deve essere il fondamento e la motivazione del nostro impegno in politica né un valore centrale nella società di oggi. Questo gesto delle rendicontazioni andava anche a picconare la dominante ideologia liberista e la prevaricazione sull’altro. Oggi purtroppo spirano venti di guerra, invece di parlare di rendicontazioni dovremmo fare politica, che deve avanzare e non arretrare». La Nesci poi osserva: «In coerenza allo spirito rivoluzionario che infondeva le battaglie del Movimento 5 Stelle, ho voluto contribuire spontaneamente con il ciclo dei seminari “Parole Guerriere” a Montecitorio, un’iniziativa spontanea, senza alcuna regia dei vertici M5S. E’ un progetto che ho offerto a Davide Casaleggio e all’associazione Rousseau che non l’hanno voluto manco regalato. D’altronde, lo dico con amarezza, in questi anni speravo di avere un no motivato alla collaborazione su “Parole Guerriere”, ma d’altronde – rimarca la deputata M5S – non potevo pretenderlo visto che tanti attivisti storici, oserei dire guerrieri, sono stati esclusi dalle competizioni elettorali. Anticipo le vostre critiche, perché mi direte “perché ti sei accorta solo oggi di queste defaillance dei 5 Stelle?”: in parte sì, ho tirato le somme di questa mia esperienza nel M5S e mi sono accorta di come in tutti questi anni mi sono sempre alzata nelle assemblee nel Parlamento, nelle assemblee regionali e ho detto come la pensavo, ho cercato sempre di contribuire costruttivamente alla rivoluzione del M5S. Mi scuso perché evidentemente questa consapevolezza l’ho maturata adesso. Nel frattempo mi sono impegnata a combattere per i diritti negati nella sanità calabrese, ho dato molto spazio nella mia qualità di parlamentare per i più deboli. Ho combattuto e combatto per la sanità calabrese perché speravo che andando al governo avremmo davvero rovesciato le Piramidi e invece abbiamo solo dato una spolveratina. E mentre qualcuno cincischia di rendicontazione, sul caso politico della Calabria c’è silenzio e ipocrisia. La Calabria è in difficoltà , vale il valore delle rendicontazioni? Dico di no, vale molto ma molto di più perché parliamo del futuro di intere generazioni dello sviluppo dio un territorio già depredato dalle mafie e dalla malapolitica. A qualcuno interessa? Io ho lanciato l’allarme tempo fa. Il governo Conte 1 ha voluto il decreto Calabria che ho difeso fino all’ultimo dalle critiche strumentali dell’allora maggioranza e opposizione, chi in maniera imboscata come la Lega o il Pd. Io mi chiedo: tutti quelli che si sono messi a parlare di “Decreto Calabria” per picconare per lo più la mia figura politica adesso dove sono? Si stanno interessando? No, quei signori non si sono più occupati della sanità calabrese, e c’è anche il menefreghismo dal lato del M5S, visto che sto facendo le stesse denunce che facevo nella prima legislatura. A voi sembra normale? Intanto il sistema sanitario regionale non è stato intaccato, si continua come prima». Ancora la Nesci nel suo sfogo, lungo oltre 15 minuti. «Ho fatto diventare un caso politico le elezioni regionali in Calabria e l’ho fatto mentre qualcuno tentava di imboscarsi e prendere tempo. Ho spiegato bene l’azione in atto, la svendita politica del patrimonio elettorale del M5S in Calabria. A qualcuno non è piaciuta la mia candidatura alla presidenza della regione, è stata contestata ma era un tentativo estremo di difesa delle battaglie del Movimento 5 Stelle in questi anni. Il M5S aveva il dovere di essere tale e rappresentare la Calabria vogliosa di riscatto, altrimenti stiamo solo scherzando. In Calabria fare la politica non è uno scherzo». Secondo la parlamentare M5S, poi, «mentre tutto scorre e diventa clamore mediatico, in Calabria e non solo ci sono trincee aperte e dovremmo occuparci di queste trincee. Noi abbiamo fato tante cose ma in tante altre abbiamo abdicato alla nostra spinta anti-sistema. E’ chiaro che il mio percorso politico in rappresentanza del M5S sia stato sfruttato nelle campagne elettorale, anche adesso qualche arrivato dell’ultima ora, con il beneplacito generale interno, continua a sfruttare la mia storia politica per tentare di nascondere la sua inadeguatezza. In Calabria come nel governo ci sono stati accordi politico-elettorali al ribasso, e quindi a ciascuno degli artifici del M5S bisognerebbe chiedere la rendicontazione politica di questi compromessi. Mi ribello a questo appiattimento ridicolo del M5S, che fa delle rendicontazioni in denaro un argomento di distrazione di massa dimenticandosi di fare il rendiconto politico delle responsabilità che ha sulla Calabria e su tutto il resto». La Nesci quindi conclude: «Io credo che il re è nudo. Ho fatto denunce pesanti contro la ‘ndrangheta, figuriamoci se ho paura dello spauracchio dei probiviri. Da questo momento in poi per protesta non rendiconterò sulla piattaforma del M5S, perché non mi adeguo a questo abbassamento becero, ma a chi dubita su miei restituzioni ripeto che potete controllare sul mio sito che continuerò a fare liberamente donazioni del mio stipendio ad associazioni impegnati sul territorio. Ho voluto dall’inizio essere la sentinella nel Parlamento, sono entrata nel M5S per combattere le ingiustizie e le ipocrisie di palazzo e certo non sarà autoreferenziale nella mia forza politica: non me ne vado dal M5S, non ho tradito i suoi valori, sono altri che l’hanno fatto». (redazione@corrierecal.it)

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