LA STRADA CHE PORTA AL CENTRO NEUROLESI «NON È DEL COMUNE»

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Le vibrate proteste per le condizioni in cui versa erano arrivate dalle associazioni che si occupano dei disabili

Nessun ritardo o disinteresse da parte del comune di Locri: la strada di accesso al Centro di recupero neurologico di Locri, al centro delle polemiche di queste ultime settimane «non è una strada pubblica e non è di proprietà del Comune».

Così il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, ieri con una nota ha replicato alle proteste che nelle scorse settimane sono state mosse, attraverso il referente Vincenzo Logozzo, dalle associazioni unite nel comitato “Pro Disabili Centro di Recupero Neurologico” (Commatre, Unitalsi, Adda, Auser, Croce Viola ed altre).

Come si ricorderà il referente della Associazioni pro disabili lo scorso 16 gennaio ha annunciato una protesta «contro il Comune di Locri per sostenere la sistemazione della stradina che porta al Centro di Recupero ridotta un colabrodo».

«A questo – aggiungeva – si è dovuto arrivare per l’inerzia del comune di Locri». La sistemazione della stradina – scriveva Logozzo – è una problematica che va avanti da anni e il comune di Locri, in qualità di proprietario della strada ha «tutte le incombenze manutentive», e quelle «inerenti agli eventuali incidenti e danni alle macchine ed alle persone».

Ieri Calabrese ha invece spiegato che «la strada di accesso al Centro di Recupero, come verificato e comunicato al sindaco dal responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale con nota 2032 del 24 gennaio 2020, non è una strada comunale, ma per una parte ricade in un territorio di proprietà di alcuni privati, e per l’altra parte è di proprietà dell’ex Asl 9, oggi Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria».

Della “scoperta” il primo cittadino locrese ha tempestivamente informato la Prefettura che nei giorni scorsi aveva richiesto notizie in merito ed ha inviato la relativa comunicazione a Logozzo. «Di tale situazione – ha scritto – a tutti nota, era già stato più volte verbalmente sollecitato ad intervenire l’ufficio tecnico dell’Asp reggina». Ma nel sottolineare «la totale non responsabilità del proprio ente essendo la strada ricadente su terreni di proprietà non comunale», ribadisce «grande disponibilità ed attenzione alla problematica».

Nel rinnovare l’invito all’Asp ad intervenire suggerisce di «prevedere un intervento collegando il Centro che ospita oltre 15 pazienti con due accessi a monte e valle della Strada provinciale n. 1».

Anche per evitare ulteriori «strumentalizzazioni ai danni del Comune di Locri», il sindaco ricorda che «il Centro Neurologico è stato ristrutturato grazie all’intervento del Comune di Locri e della ex provincia di Reggio Calabria che hanno destinato un contributo di 250 mila euro». La nota di Calabrese si chiude con la sottolineatura che «spiace oggi che, per un corto circuito di comunicazione, si punti il dito ingiustamente e gratuitamente sul Comune di Locri».

«Per una parte è proprietà dell’ex Asl di Locri, per l’altra è su terreno privato»

Il botta e risposta con le associazioni

Lo scorso 16 gennaio il referente delle associazioni che si occupano dei disabili ha annunciato una protesta «contro il Comune di Locri per sostenere la sistemazione della stradina che porta al Centro di Recupero ridotta un colabrodo. Una situazione – aggiungeva – cui si è arrivati a causa dell’inerzia del Comune di Locri, proprietario della strada».

Il sindaco Calabrese ha spiegato che «la strada di accesso al Centro di Recupero, non è comunale, ma per una parte ricade in un territorio di proprietà di alcuni privati, e per l’altra parte è di proprietà dell’ex Asl 9, oggi Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria»

fonte gazzetta del sud

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