Mar. Gen 19th, 2021

I movimenti nel day after dello scontro con Sapia. Al dipartimento Tutela della Salute arriva una richiesta su “Villa Sorriso”. E il neoconsigliere, assieme a suo padre Ennio, si rivolge a uno studio legale. Qual è il nodo da sciogliere

Potrebbe essere una polemica passeggera, chiusa nello scambio registrato mercoledì tra Francesco Sapia, deputato M5S, e Luca Morrone, neoeletto consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Oppure no. Perché alcuni segnali lasciano immaginare che l’affaire della presunta ineleggibilità del “fratellista” Morrone potrebbe gonfiarsi.
Riassumiamo. Sapia attacca con una singola frase: «Luca Morrone di Fratelli d’Italia è ineleggibile a consigliere regionale della Calabria, perché da quanto ho appreso risulta ancora formalmente titolare di impresa sanitaria convenzionata con la Regione Calabria». Poche righe che provocano la reazione dell’interessato: «Attualmente non risulto titolare di nessuna azienda convenzionata con la Regione Calabria. Infatti ho rassegnato le dimissioni dalla società Villa Sorriso, di cui ero rappresentante legale, ampiamente prima dei termini previsti per legge. Invito Sapia a verificare i registri della camera di Commercio che certificano con esattezza tempi e modalità delle mie dimissioni».

LA RICHIESTA DI ATTESTAZIONE Faccenda chiusa? Non esattamente. La prima novità di giornata – secondo quanto il Corriere della Calabria è riuscito ad apprendere – sarebbe l’arrivo, al protocollo della Cittadella regionale, della richiesta di un legale. L’avvocato avrebbe richiesto un’attestazione con l’indicazione delle generalità del rappresentante legale della società “Villa Sorriso” per questioni legate alle consultazioni elettorali dello scorso 26 gennaio. È un passaggio formale, necessario per poter stabilire eventuali situazioni di ineleggibilità. Nei corridoi del dipartimento Tutela della Salute è iniziata la ricerca della pratica: nei prossimi giorni la Regione darà una risposta ufficiale.

I MORRONE IN UNO STUDIO LEGALE Fonti attendibili, invece, parlano di un’altra caccia alla risposta (rassicurante), che sarebbe stata intrapresa direttamente dalla famiglia Morrone. Il neoconsigliere regionale Luca e il padre Ennio si sarebbero rivolti a un importante studio legale per analizzare la situazione dopo la denuncia di Sapia e capire se esistano reali margini di “pericolo” per lo scranno guadagnato nelle urne. Le risposte, a quanto pare, non sarebbero state troppo incoraggianti. E qui torna in gioco la Regione.

IL NODO AMMINISTRATIVO In questa storia nessuno mente: Sapia è convinto che Morrone si ineleggibile. E Morrone si è sicuramente dimesso, come risulta nei registri della Camera di Commercio. Il nodo amministrativo sarebbe alla Regione e sarebbe anche difficile da sciogliere. È lì che il carro potrebbe essersi impuntato. La procedura prevede, infatti, che le dimissioni siano validate dagli uffici del dipartimento Tutela della Salute. Il dubbio – che per Sapia è una certezza – è che il via libera non sia mai arrivato per questioni procedurali. La richiesta di Luca Morrone di passare il testimone sarebbe incompleta. Se così fosse, il neoconsigliere sarebbe ancora il rappresentante legale di una struttura convenzionata con il Servizio sanitario regionale (o comunque lo sarebbe stato oltre il tempo utile per candidarsi), fatto che lo metterebbe fuori dal consiglio regionale. Per ipotesi: se anche le dimissioni fossero avvenute per tempo davanti all’Ente camerale, la loro validazione alla Regione potrebbe non essere stata perfezionata per carenze documentali. Materiale per esperti di diritto amministrativo, appunto. Di certo in Fratelli d’Italia il clima si è fatto più teso dopo la dichiarazione del parlamentare del Movimento Cinquestelle.

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