Mer. Mag 19th, 2021

Ancora sostegno al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Una pratica a tutela del procuratore per le accuse che gli ha rivolto la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio in relazione alla maxi operazione contro la ‘ndrangheta che ha portato a oltre 300 arresti è stata chiesta al Consiglio superiore della magistratura dal consigliere Fulvio Gigliotti del Movimento Cinque Stelle.

«Gratteri arresta metà Calabria! È giustizia? No è solo uno Show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi si. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi. Il resto finirà in una bolla di sapone come il 90% delle sue indagini. E la ‘ndrangheta continuerà a prosperare come ha fatto in questi anni», aveva scritto la deputata dem su Facebook. Un commento da cui aveva preso le distanze il suo partito e che poi la Bruno Bossio aveva rimosso dal suo stesso profilo. Nel far presente che già in un’altra occasione Bruno Bossio aveva sostenuto che Gratteri «ha ordinato a Zingaretti di non ricandidare il Presidente uscente, Mario Oliverio», Gigliotti evidenzia che la dichiarazione della parlamentare «attribuendo ad una operazione articolata, delicata e complessa finalità asseritamente politiche, rischia di minare seriamente la credibilità della funzione giudiziaria, anche in ragione della particolare posizione istituzionale rappresentativa di chi la ha espressa».

Di qui la richiesta di una pratica a tutela al Comitato di presidenza del Csm, che tornerà a riunirsi l’8 gennaio dopo la pausa per le festività. Non è la prima richiesta di un intervento del Csm a sostegno di Gratteri: un’altra è già stata presentata il 27 dicembre scorso dai togati di Magistratura Indipendente non solo in relazione alle dichiarazioni della parlamentare del Pd ma anche di quelle del Pg di Catanzaro Otello Lupacchini, che aveva parlato di «evanescenza di molte operazioni della procura di Catanzaro».

Contro Lupacchini è stata chiesta l’apertura di una pratica in Prima Commissione, competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati, dal gruppo di Area. Anche l’Anm ha preso posizione contro le esternazioni del pg definite «sconcertanti in sè e ancor più perché provenienti dal vertice della magistratura requirente del distretto». L’associazione dei magistrati ha criticato le dichiarazioni che rappresentano «una lesione delle prerogative dell’autorità giudiziaria, una delegittimazione del suo operato, e può, nel caso di specie, implicare, in ragione del ruolo ricoperto da chi l’ha resa, un’inaccettabile forma di condizionamento dell’autonomia e indipendenza dei titolari delle indagini e incidere sulla serenità dei magistrati chiamati ad occuparsi dei relativi accertamenti nelle diverse fasi processuali».

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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