Dom. Mag 16th, 2021

Quattro candidature, quattro modi di comunicare tra assonanze e dissonanze. I candidati alla presidenza della Regione Calabria: Francesco Aiello, Pippo Callipo, Jole Santelli e Carlo Tansi, in rigoroso ordine alfabetico, hanno in comune la poco disponibilità di tempo per farsi conoscere bene dai calabresi, per penetrare nelle loro famiglie e farsi apprezzare con il volto migliore e gli argomenti più pregnanti. E, se ci riescono, per farsi votare. Come notorietà l’imprenditore di Pizzo è forse il volto più familiare tra i quattro, seguito dalla coordinatrice di Forza Italia a causa della sua lunga militanza politica. Meno conosciuti al grande pubblico sono i candidati Carlo Tansi e Francesco Aiello, entrambi professori, direttamente presenti sui social, a loro agio nella comunicazione cibernetica. Il geologo gira con un camper arancione, l’economista frequenta i meetup della galassia grillina. L’avvocato e l’imprenditore rappresentano invece gli schieramenti sulla carta più stanziali e vasti, quelli del centrodestra e del centrosinistra diversamente declinato. In queste ore i partecipanti alla gara hanno fatto le prime uscite ufficiali, sbrigandosi di ottimizzare il loro tempo visto che gli rimangono venti giorni di campagna elettorale. E girare la Calabria in cosi poco tempo non è agevole.  Ciascuno dei concorrenti ha preparato il programma elettorale, diffondendolo secondo “moduli” soggettivi, con i canali a disposizione. Diversa è stata la presentazione inziale delle rispettive macchine organizzative per raggiungere i propri potenziali target. La scelta della Santelli, dalle prime battute, è apparsa la più tradizionale, sviluppata sul concetto di collegialità. La strada intrapresa da Callipo s’è mostrata originale perché la location della prima uscita è stata adattata a ring dove il pungiball è stato sostituito dalle domande degli astanti, per nulla preconfezionati. Aiello ha spiegato le sue proposte usando la corona dei dirigenti e dei candidati che hanno sviluppato argomenti tematici. Tansi si è rivolto direttamente ai suoi estimatori anch’egli utilizzando profili tematici. Il voto libero è in ascolto. Chi cerca strade nuove mette in evidenza, come sottofondo, i valori della legalità e della trasparenza accompagnati da criteri di conoscenza e competenza. Restano ancora non sviluppate le forme come combattere concretamente la corruzione esterna e interna alla politica e alla burocrazia ad essa collegata; e non solo. Ma strada facendo i concorrenti potranno chiarire meglio le proprie vedute in rapporto a singole questioni, pratiche ricorrenti e sacche di inefficienze. I competitori sanno bene che un’insidia l’accompagna durante il percorso elettorale: l’astensione nelle sue espressioni più o meno visibili. Convincere la gente ad andare a votare è la fatica più onerosa.

Bruno Gemelli

*Giornalista e scrittore

Facebook Comments
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.