LO SFOGO DELL’EX SINDACO DI AFRICO «NON VOGLIONO L’AMMINISTRAZIONE»

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Bruzzaniti attacca: ho letto la relazione del prefetto di Reggio e non ho capito in concreto quali colpe ci vengano addebitate«Avevamo chiesto di essere giudicati per le nostre azioni non per le nostre parentele»

«Ad Africo non vogliono che ci sia un’Amministrazione comunale», è il commento amaro dell’ormai ex Sindaco di Africo Francesco Bruzzaniti, all’indomani della pubblicazione su Gazzetta Ufficiale della relazione a firma del prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, contenente le risultanze degli accertamenti effettuati dalla Commissione di Accesso presso il Comune di Africo che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale da parte del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a seguito «di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali».

«In merito alla relazione pubblicata sulla gazzetta ufficiale – spiega Bruzzaniti – si evince chiaramente ciò che noi sapevamo. Ad Africo ci sono difficoltà serie nel trovare ragazzi che non abbiano parenti, amici, vicini di casa che in passato o attualmente hanno problemi con la legge. Di tutto questo noi che colpa ne abbiamo?». Bruzzaniti spiega come nel piccolo centro della Locride, composto da poco meno di 3000 anime tutti in qualche modo hanno un legame di parentela. «Che omissis sia parente di omissis che a sua volta è fratello di omissis – dice ancora Bruzzaniti richiamando i tanti omissis riportati nella relazione – lo sapevamo noi , ma sopratutto lo sapevano anche loro, il giorno in cui presentammo le liste. Africo come tanti altri centri del nostro territorio, è composto da 10-15 nuclei familiari e 10 cognomi, tra matrimoni e fidanzamenti, si è tutti parenti. Quando arrivò la commissione di accesso, secondo qualche funzionario, il nostro destino era già scritto, l’indirizzo era “sciogliere” per questo avevamo scritto una lettera anche al Presidente della Repubblica, chiedendo di essere giudicati per quello che noi avevamo fatto, non per le parentele: ognuno ha la propria vita, la propria strada da percorrere, la propria educazione, etica e dignità. Io non ho mai avuto padroni tanto meno padrini lo ribadisco per tutta la vita, piaccia o no, lo stesso posso dire della mia amministrazione. Forse questo non piace a qualcuno? Chi lo sa! Vengono citati nella relazione del prefetto due processi in particolare, dove non si capisce il nesso, ma non scrive nessuno che la mia amministrazione con relative delibere in entrambi i processi si è costituita parte civile».

«Dopo aver letto la relazione e alcuni titoli, di concreto, non ho capito cosa ci viene contestato. Parlano di beni confiscati e gli unici ad entrare e metterci la faccia siamo stati noi, abbandonati da tutto e tutti, nemmeno i precedenti commissari avevano destinato o usato questi beni. Parlano – conclude Bruzzaniti – del bando fido-pascolo e noi abbiamo indirizzato gli uffici competenti ad attenersi all’anno precedente in tutto quello che era il procedimento e le assegnazioni, quindi se ciò per noi è un atto negativo stessa cosa deve essere per chi mi ha preceduto ovvero “la commissione straordinaria”».

Sono moltele contestazioni

Non ci sta Bruzzaniti che prova a “smontare” la relazione pubblicata sulla G.U. lo scorso 3 gennaio. «Parlano di assegnazioni dirette: la regola era una sola “no assegnazioni dirette, no somme urgenze” tutto riscontrabile in atti. Ci viene contestato di aver organizzato poche iniziative, mentre noi abbiamo numerose foto e tanto altro materiale che certificano il contrario. Alcune iniziative da noi organizzate, e non per fare passerelle, sono state disertate da chi doveva invece affiancarci. Purtroppo questa è la realtà, noi ci abbiamo messo il cuore, la passione e tanto coraggio. Quando ho firmato la candidatura tante persone oltre a farmi un in bocca al lupo mi dicevano “sei pazzo” tu e tutti i ragazzi, io dicevo i pazzi siete voi! Oggi dico che purtroppo avevano tutti ragione».

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