Dom. Dic 5th, 2021

L’iniziativa privata non nasce solo sulla base d’ipotetiche potenzialità

Nei giorni scorsi il Coordinamento delle associazioni ha caldeggiato la necessità di allungare la stagione turistica balneare. Proposte serie, anche se non semplici, la cui applicazione servirebbe a incrementare l’occupazione e lo sviluppo economico in una Locride ricca di tante potenzialità ma certamente poco sfruttata nel settore. Bisogna, però prendere atto della situazione reale di un territorio che rimane ancora troppo abbandonato a se stesso, e non trova strade promozionali valide per consentire lo sviluppo che invece meriterebbe soprattutto per le sue notevoli potenzialità, in sé degne di attirare il grande turismo. Un sviluppo però che, seppure grazie alla spinta degli operatori del settore che negli ultimi anni hanno fatto di tutto per promuovere il territorio, finora si è visto poco.

Uno dei problemi maggiori da segnalare è, ad esempio, la carenza di posti letto. Un grosso ostacolo che si oppone all’arrivo dei “grandi numeri”, quelli che potrebbero veramente allungare la stagione estiva e fare la differenza. Gli operatori turistici, che hanno preso parte all’ultimo incontro organizzato dal Coordinamento delle associazioni hanno anticipato che anche quest’anno per promuovere al meglio il territorio prenderanno parte alla Borsa Italiana per il Turismo di Milano dove anche negli anni passati si è registrato da parte dei tour operator un certo interesse per il territorio della Locride.

La molla che solitamente fa scattare l’interesse di italiani e stranieri è certamente l’attenzione con cui si preparano le promozioni e le potenzialità che si possono offrire. Quelle della Locride sono particolarmente interessanti. I punti di forza principali, oltre a un mare che negli ultimi tempi finalmente è tornato ad essere limpido sono certamente l’offerta intergrata tra mare e montagna, come anche la possibilità di scoprire i borghi antichi che sono certamente una forza trainante del nuovo turismo nazionale ed internazionale unitamente all’enogastronomia e alla possibilità di offrire cultura, arte, storia, folklore. Tutte cose che fanno parte integrante del territorio della Locride.

È doveroso, però, ammettere che tutte queste potenzialità non sono accompagnate da un adeguato numero di posti letto disponibili. Un neo che, come ammettono gli operatori turistici, penalizza sensibilmente la possibilità dei grandi numeri. Quelli, per dirla in breve, che potrebbero fare “esplodere” il turismo locrideo.

Se è, dunque, vero che la partecipazione alle fiere internazionali del turismo è sempre una buona occasione per dare visibilità al territorio è anche vero che, spesso, gli operatori turistici sono costretti ad alzare le braccia quando i tour operator parlano di capacità di accoglienza. E succede, quindi, che tutte le bellezze del territorio, pur rimanendo grandi attrattori per il settore nazionale e internazionale rimangono appannaggio di un turismo selezionato che non consente l’exploit che il territorio continua ad inseguire.

Lo abbiamo già evidenziato in passato: questa mancanza non è secondaria e non è neppure di facile soluzione perché è come il cane che si morde la coda. Senza un adeguato numero di posti letto non possono arrivare i grandi flussi turistici, ma senza i grandi numeri non possono nascere nuovi alberghi. E quindi il turismo è costretto a limitarsi a periodi sostanzialmente molto brevi anche se la vera molla per far scattare economia ed occupazione sarebbe davvero la possibilità di allungare la stagione degli arrivi e delle partenze. Ecco la necessità di una necessaria (e adeguata) programmazione che può essere fatta in maniera graduale e, soprattutto, accompagnata e supportata dalla Regione, che prima o poi è giusto si ricordi che esiste anche la Locride e che è proprio il settore del turismo l’arma in più di questo territorio. Anche se oggi rimane un’arma ancora scarica.

fonte gazzetta del sud

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