LOCRI, PARTONO I LAVORI IN OSPEDALE. MA NON BASTA

471

Coinvolti nel mega-progetto il padiglione delle Chirurgie e le aree delle degenze

All’ospedale spoke di Locri da lunedì è stata avviata la messa in sicurezza delle facciate del nosocomio. Nessuna novità, invece, per quanto riguarda l’avvio dei lavori inerenti la ristrutturazione della cosiddetta “Greca” finalizzati a rendere il nosocomio, principale struttura ospedaliera dell’Asp reggina, «punto di riferimento di eccellenza, per i prossimi 20 anni, a valenza territoriale e regionale».

Da quanto emerge, l’avvio dei lavori di “messa in sicurezza delle facciate” è stata determinata dalla preoccupante situazione di pericolo che si stava delineando non solo per gli operatori sanitari ma anche per i pazienti e per i loro familiari che si recano a visitare i parenti ricoverati. A costituire grave rischio sono infatti la caduta di grossi pezzi d’intonaco e quella di calcinacci. La necessità di avviare al più presto accurati lavori ristrutturazione viene evidenziata dalla circostanza che in diversi punti delle facciate del nosocomio le armature di ferro che sostengono i pilastri sono in gran parte scoperte e mancanti anche di staffe. La struttura, realizzata nel lontano 1975, dopo circa 50 anni di vita ha ovviamente necessità di un’eccezionale azione di ristrutturazione. Infatti la necessità di avviare al più presto accurati lavori ristrutturazione viene evidenziata dalla circostanza che in diversi punti delle facciate del nosocomio le armature di ferro che sostengono i pilastri sono in gran parte scoperti e mancanti anche di staffe.

Ma nonostante sia da tempo sottolineata la necessità di fondamentali lavori di ristrutturazione, nessuna novità giunge dal commissario per il piano di rientro per quanto riguarda l’avvio effettivo dei lavori inerenti la ristrutturazione della cosiddetta “Greca”. Come si ricorderà l’iter inerente l’ammodernamento e messa in sicurezza dell’ospedale di Locri, partito nel lontano 2004, ha avuto grosse difficoltà a decollare concretamente tant’è che oggi, a distanza di 16 anni dal via, si è ancora i alto mare. Gli importanti interventi interesseranno il 60% dell’ospedale locrese e riguardano il padiglione delle Chirurgie nonché le aree delle degenze. Interessati anche gli ambienti interni che verranno adeguati agli odierni standard alberghieri dotando i reparti di camerette contenenti due posti letto ed ammodernando l’intera impiantistica. La struttura di cinque piani, una volta ammodernata, dovrà ospitare non solo i reparti di Pediatria, Neonatologia e Microcetemia, il Dipartimento Chirurgico, i reparti di Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia, Urologia, Oculistica e Otorino, ma anche una struttura per attività multidisciplinari con posti letto in day-hospital, day surgery e one-day-surgery. Ad oggi, però,la situazione appare alquanto preoccupante dal momento che l’iter inerente il “recupero” del progetto già finanziato (circa 15 milioni di euro) e oggi a rischio di revoca (si sta già predisponendo la richiesta di un’ulteriore proroga) è nelle secche della burocrazia da circa sei anni. Nell’estate scorsa l’Ufficio tecnico ha trasmesso il progetto con i relativi elaborati ai commissari straordinari che guidano l’Azienda reggina i quali, a loro volta, lo hanno girato, ,il 4 settembre scorso, al commissario Saverio Cotticelli per dare il via alla gara definitiva per l’affidamento dei lavori. Da allora, solo qualche sporadica notizia inerente ipotesi di convenzione con “Invitalia” o altri soggetti.

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.