LOCRI: “RISCATTO” DAL CLAN CORDÌ STAMANI IN 22 ALLA SBARRA

388

Dovranno rispondere di usura ed estorsione. Tra le parti offese il Comune di Locri ha deliberato la costituzione di parte civile nel processo.

Inizia questa mattina l’udienza preliminare nei confronti dei 22 indagati nell’operazione denominata “Riscatto – Mille e una notte”, per i quali la Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha già chiesto il rinvio a giudizio.

L’inchiesta concentra gli esiti di due indagini, “Riscatto” dei Carabinieri, e “Mille e una notte” della Guardia di Finanza, eseguite a conclusione delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai sostituti procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo, che hanno permesso di ricostruire l’attuale operatività di gruppi criminali facenti capo alla storica cosca locrese dei “Cordì”, ai cui partecipi vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale nota appunto come cosca Cordì.

Nel corso delle indagini è emerso l’interesse delle consorterie locresi nella gestione del cimitero, nonché la pervasività degli uomini dei clan sugli appalti pubblici, nei queli le ‘ndrine, secondo un sistema collaudato, pretendevano una tangente del 3% del valore dell’opera in corso di realizzazione.

Tra le condotte estorsive che si è ritenuto di aver documentato c’è anche quella ad un imprenditore edile che si era aggiudicato alcuni lavori pubblici al quale alcuni presunti esponenti della consorteria Cordì avrebbero chiesto il pagamento di 18 mila euro in tre rate da 6 mila euro pari al 3% «per mettersi a posto».

Altri filoni dell’inchiesta hanno riguardato il racket delle estorsioni a commercianti di Locri che negli anni avrebbero versato il “pizzo” sia in denaro che in “regalie”. Infine gli investigatori hanno scoperto un filone di prestiti ad usura con rate mensili di restituzione del premio capitale, gravate da interessi fissati nel tasso del 30% mensili.

A presiedere l’udienza preliminare sarà il gup distrettuale Tommasina Cotroneo, che dovrà decidere sulle eventuali eccezioni preliminari, sull’ammissione delle richieste difensive per probabili riti alternativi, sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura antimafia.

Tutti gli indagati

Vasile Iulian ALBATOAEICosimo ALÌGianfranco ALÌGuido BRUSAFERRIAntonio CORDÌ (cl. 97)Cesare Antonio CORDÌ Domenico CORDÌ (cl. 1979)Domenico CORDÌ (cl. 1991) Vincenzo CORDÌ (cl. 1957)Salvatore DIENITeresa GIORGIEmmanuel MICALEFabio MODAFFERI Giuseppe RIPEPIBruno ZUCCO (cl. 1968)Gerardo ZUCCO Antonio ALÌGiorgio ALÌCosmin AVASILOIEICristina NAUMANElis Lamer NAUMANDomenico SCHIRRIPA

SERVIZIO DI GIANLUCA SCOPELLITI
Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.