SERIE C | NERVI E CARATTERE, A BISCEGLIE. REGGINA PIÙ FORTE DI TUTTO: TRE PUNTI D’ORO

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Ancora una volta oltre il 90′.  La Reggina piazza una vittoria insperata, in un match dove le cose si erano messe malissimo.

Non si è giocato a calcio, ma ad uno sport parallelo dove la superficie era di natura imprecisata.

Su un campo forse di patate, gli amaranto erano andati sotto e lo erano rimasti fino all’86’.

Impossibile muovere la palla su un piano non consono a dimensioni professionistiche.

Il rigore fallito da Corazza sembrava la mazzata finale.  Invece, no.

Grinta, cuore e nervi sono stati sufficienti a riprendere una sfida che si rischiava di perdere in modo beffardo.

Si poteva fare meglio sul piano delle prestazione, ma questa è una fase del campionato dove contano i punti.

Gli amaranto restano a +9 sulle più immediate inseguitrici.

Bisceglie – Reggina: gara colma di difficoltà

Già prima della partita sembrava palese che, per la Reggina, a Bisceglie sarebbe stata dura.  Il terreno di gioco ai limiti della praticabilità è una difficoltà in più che si aggiunge ad una sfida in cui l’avversario, con buona probabilità, prevede di difendersi ad oltranza.

C’è solo un imperativo: non prendere gol per evitare di rendere quasi insormontabile l’ostacolo rappresentato da un avversario indiscutibilmente modesto.  Puntualmente, però, gli amaranto la rete la prendono.  E ci mettono anche del loro.

Si, perché prima il cross di Armeno che porta Ebagua a prendere il palo di testa è una situazione su cui la retroguardia avrebbe potuto fare di più.

Tuttavia, è una circostanza che legittima il vantaggio arrivato per una giocata estemporanea dell’esperto attaccante italo-nigeriano.  Riceva palla al limite, tiro improvviso, palla che rimbalza davanti a Guarna e seconda domenica consecutiva con gol da lontano preso.  Anche in questo caso, però, la marcatura sarebbe potuta essere più stretta.

Il resto del primo tempo è un concentrato di maledizioni nei confronti di una superficie di gioco che impedisce qualsiasi tipo di giocata palla a terra.

Le scelte di Sarao, Sounas e Liotti dall’inizio non appaiono premianti, sebbene a rigor di logica puntare su uomini con forza fisica e capacità di cross rappresentavano mosse condivisibili.

Al quadro deficitario amaranto del primo tempo si aggiungono troppe situazioni da palla da ferma sprecata e l’infortunio di Garufo.    Alla voce tiri in porta campeggia uno zero che vale come certificazione di insufficienza della prova offerta della squadra di Toscano, con tutte le attenuanti del caso.

Bisceglie – Reggina, il timbro del Tanque

Nella ripresa, nel primo quarto d’ora, il filone non cambia.  Toscano prova a cambiare gli equilibri pescando dalla panchina.

Gli innesti di Reginaldo, Nielsen e Denis riescono, per qualche minuto, a generare forcing nell’area avversaria.

Da una collezione di corner nascono un colpo di testa di Blondett neutralizzato da un volo plastico di Borghetto, ma soprattutto, un calcio di rigore. Mani in area di Zibert. Dal dischetto si presenta il capocannoniere del campionato Corazza che coglie la traversa.

Sembra l’ennesimo segnale di una giornata maledetta. Tuttavia, qualcosa cambia.

Nel finale Loiacono piazza l’1-1 con una zampata  a quattro minuti dal novantesimo, sfruttando una torre di Denis sugli sviluppi di un calcio piazzato.

Al 96′ però c’è un altro mani in area. E’ rigore, passa una vita prima che Denis calci, il Tanque non tradisce.

E’ 2-1.

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