SP 9 ANCORA INTERROTTA, DUE ORE PER RAGGIUNGERE MANGIATORELLA

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«Opere a rilento, nessuno fornisce indicazioni»

A più di due mesi dalla frana che ha interrotto la strada provinciale 9 sulla tratta Monasterace-Serra San Bruno, continua il calvario dei lavoratori dell’industria di Mangiatorella costretti a percorsi alternativi.

Era il 24 novembre 2019 quando nella notte, dopo una lunga pioggia battente, avveniva il crollo della strada in località Campanaro nel territorio di Pazzano. Strada già fatiscente e pericolosa in vari tratti, segnalata da tempo alla Metro City che da anni non ha messo in campo interventi. I lavoratori della Mangiatorella che avevano anche lanciato un appello al sindaco Giuseppe Falcomatà e al suo vice invitandoli anche a salire sul pullman che quotidianamente li porta sul posto di lavoro, per rendersi conto del grave pericolo che affrontano. Specie in caso di nebbia, che non manca mai, per la mancanza della segnaletica orizzontale e verticale.

Ancora oggi si sta lavorando per riaprire la strada e, intanto, i dipendenti di Mangiatorella di Stilo, Pazzano e Bivongi, sono costretti a raggiungere il posto di lavoro partendo da Caulonia e poi fino al bivio di Nardodipace che dista pochi chilometri dall’industria. Circa due ore di viaggio rispetto ai venti minuti abituali di quando la Sp 9 era percorribile.

Inoltre, i lavoratori sono costretti a utilizzare mezzi propri mentre prima il percorso avveniva in pullman. Purtroppo, come dice il rappresentante dei lavoratori, Pino Apicella, le lamentele, oltre ai disagi quotidiani, sono dovute al fatto che «la Regione Calabria non ha ancora risposto alla nostra richiesta di trasferire temporaneamente la linea del pullman sul nuovo percorso e siamo costretti a utilizzare mezzi propri. Richiesta indirizzata dopo pochi giorni perché la ditta autolinee Federico, dopo aver spostato il capolinea Stilo-Mangiatorella a Campanaro, dove i lavoratori dopo un breve tratto a piedi proseguivano fino allo stabilimento con mezzi propri, ha dovuto sospendere il servizio a seguito dell’ordinanza di chiusura del tratto stradale da parte del sindaco di Pazzano, Sandro Taverniti».

Mugugni dei dipendenti Mangiatorella perché, pur essendo iniziati subito i lavori di ripristino, dopo due mesi ancora non ci sono risultati. «Ancora ieri – comunicano i lavoratori – la ditta stava lavorando al ripristino della condotta dell’acquedotto che porta all’eremo di Montestella. Purtroppo, nessuno più, dopo gli interessamenti iniziali di varie autorità ed enti, ci ha fornito comunicazioni per sapere quanto ancora dovranno continuare questi sacrifici. Desideriamo risposte anche per dare tranquillità alle nostre famiglie».

Anche il parroco di Pazzano, don Enzo Chiodo, è sulla stessa lunghezza d’onda dei lavoratori perché sta vivendo un momento difficile per il santuario di Montestella, non raggiungibile dalla parte delle Serre. «Facciamo appello – dice don Enzo – per un forte impegno da parte di tutti per risolvere questa incresciosa situazione».

UGO FRANCO – GAZZETTA DEL SUD

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