ACCUSE AI COMMISSARI: «SANITÀ REGGINA SULL’ORLO DEL BARATRO»

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«L’Istituto clinico De Blasi potrà lavorare in convenzione solo fino a maggio». È in atto uno scaricabarile che non consente ai cittadini di potersi curare.

«La sanità calabrese continua ad essere affidata ai commissari, ineccepibili sotto il profilo umano ma del tutto inappropriato al settore delicato nel quale sono state catapultate. Prefetti, generali, funzionari dello Stato, ai quali viene chiesto di amministrare i diritti della gente e degli operatori e le finanze disastrate. Ma davvero sono loro a gestire chi deve fare cosa e come? Sarebbe miope crederlo. Arrivano senza conoscere nulla della realtà in cui sono stati paracadutati, annaspano tra carte, debiti, conti, fatture e decidono senza cognizione di causa, sul destino di aziende e uomini». Si apre così il j’accuse di Eduardo Lamberti-Castronuovo, che continua: «L’arma che usano è quella dei decreti immediatamente esecutivi. C’è però ruggine nel meccanismo burocratico dove si annidano ingiustizie, clientele, illegalità non valutabili da chi è fuori dal giro di funzionari – sempre gli stessi – che, da anni, determinano una gestione fallimentare, senza bilanci presentati (nel caso delle Asp) e con un disordine amministrativo che ha fatto gridare alla peregrina ipotesi di dissesto!».

«In questi giorni – prosegue – siamo stati chiamati come Istituto Clinico De Blasi a firmare i contratti per le prestazioni da erogare alla popolazione per il 2020. “Se vuole firmare è cosi o… arrivederci”. Si liquida cosi, senza possibilità di discutere, una struttura che potrà assistere in convenzione la popolazione al massimo fino a maggio. E poi? Carte di credito o moneta contante. Questi sono i Livelli Essenziali di Assistenza? Oppure è un’applicazione falsa dei vari decreti emanati? E chi prepara i contratti? Chi assegna la distribuzione delle risorse secondo Legge? I commissari? No. Sono solo strumenti ciechi di una rapina. Chi maneggia maldestramente, ammantando di legalità ciò che non è legalità; è chi convince gli stessi commissari che i decreti non vadano applicati! Lo dimostro: l’art.8-bis del D.L. 502 stabilisce “che le regioni assicurino i livelli essenziali e uniformi di assistenza, avvalendosi della Aziende sanitarie e dei soggetti accreditati”. Il DCA n.32 e il DCA n.179 sanciscono che le risorse messe a disposizione devono sopperire al fabbisogno della popolazione e devono essere ripartite sulla base di equa distribuzione sul territorio. Nulla di tutto questo è stato applicato, con la giustificazione che non toccherebbe alla gestione commissariale l’applicazione dei decreti ma, alla Regione, uno scarica barile con danni per le persone oneste. A ciò si aggiunga che un siffatto modo di agire comporterà il super affollamento degli ospedali, come già successo nel 2019. A tutto questo va aggiunta la cosa più offensiva che possa colpire quelli di noi che hanno dedicato onestamente la loro esistenza a creare strutture valide, tra le migliori d’Europa per strumenti e professionalità. Quella di essere additati come i fautori di attività illecite e addirittura responsabili del mancato funzionamento delle strutture pubbliche. Un’accusa da respingere e tale da farmi ancora di più lottare a favore delle professionalità reggine e dei cittadini che trovano, vicino casa, una risposta alla loro legittima richiesta di sanità. Tutto ciò mi distoglierà da altre chiamate sociali, alle quali non mi sottrarrei, se non fosse necessaria la mia opera, per la quale ho prestato giuramento, secondo Ippocrate, e secondo la mia coscienza di medico reggino, orgoglioso di esserlo».

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