Mer. Ott 27th, 2021

«Impossibile continuare a garantire il servizio»«Sarebbe bastato reperire all’interno dell’Azienda due tecnici e inviarli a Locri in attesa di attivare le procedure concorsuali»

All’ospedale di Locri anche il Centro trasfusionale è a rischio chiusura per carenza di personale tecnico sanitario di laboratorio biomedico. A lanciare l’allarme, attirando l’attenzione del direttore sanitario aziendale e di quello ospedaliero, anche in questa circostanza è stato il segretario territoriale della Uil-Fpl Nicola Simone.

Il fondamentale servizio ospedaliero, che ha sempre avuto un organico di sei tecnici di laboratorio, quelli necessari a garantire i tre turni giornalieri, si è visto dimezzato il proprio organico a seguito del pensionamento di tre unità. La situazione è grave anche perché due dei tre tecnici ancora in servizio hanno limitazioni per motivi di salute e pertanto sono esentati dai turni notturni.

Una situazione diventata insostenibile anche perché, sottolinea il segretario della Uil-Fpl, il Contratto collettivo nazionale di lavoro prevede che un operatore possa effettuare soltanto sei disponibilità mensili. Invece, allo stato attuale per garantire i tre turni giornalieri si deve sacrificare l’unico tecnico senza limitazioni, tra l’altro ultrasessantenne, alternandosi con il collega in servizio presso il laboratorio del distretto reggino che effettua servizio per tre giorni a Reggio Calabria e per tre giorni a Locri per garantire la regolarità dei tre turni giornalieri.

Il segretario della Uil-Fpl evidenzia che il Centro Trasfusionale dell’ospedale di Locri rientra nei Livelli essenziali di assistenza, tant’è che è stato accreditato dalla Regione Calabria. Ma, spiega Simone, «se continuano a mancare i tecnici si rischia di perdere l’accreditamento regionale la qual cosa significa la morte del servizio, visto che per poterlo ripristinare occorre un nuovo audit ministeriale». Il dirigente sindacale sottolinea che «questa situazione si protrae dal giugno 2018. Ma nonostante le innumerevoli richieste sia da parte sindacale che dagli operatori del settore, il managment aziendale non si è adoperato per risolvere l’assurda situazione. Sarebbe bastato reperire all’interno dell’azienda due tecnici a tempo pieno e inviarli a Locri in attesa di attivare le procedure concorsuali». E che la situazione abbia raggiunto un punto di non ritorno, lo evidenzia il fatto che «anche il Servizio trasfusionale di Polistena manca di medici e tecnici»

Di recente sono stati gli stessi tecnici del Centro trasfusionale di Locri a chiedere all’Asp di potenziare con urgenza l’organico del servizio. «Se il problema non verrà risolto con immediatezza – evidenzia Simone – si avranno preoccupanti ricadute sull’intero sistema ospedale e sull’utenza. È inconcepibile – prosegue – che la Commissione straordinaria non intraveda la gravità del problema. La funzionalità del Centro è indispensabile per la normale attività ospedaliera».

«La Uil si augura – chiude il dirigente sindacale – che il Centro trasfusionale di Locri non faccia la fine dell’Ortopedia. Viceversa, non avrebbe senso tenere un presidio ospedaliero aperto senza le fondamentali unità operative di emergenza. Ci si augura che la triade commissariale, con i propri tecnici segua attentamente le problematiche della sanità della provincia potenziando prioritariamente gli ospedali spoke di Locri e di Polisemna ma non trascurando neppure gli altri presidi ospedalieri».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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