CORONAVIRUS, COSA C’È DA SAPERE. INTERVISTA ALLO SPECIALISTA, DR. PIETRO SCHIRRIPA

1160

Si discute molto, in questi giorni, sul “Coronavirus”. La situazione sanitaria internazionale è in rapida evoluzione. Nessuno, purtroppo, ha la verità in tasca. Con uno specialista di alto livello, nel campo specifico, ovvero con il medico Pietro Schirripa, responsabile dell’ Ufficio di Igiene e Medicina Preventiva di Caulonia Marina, cercheremo, con questa intervista, di fornire informazioni utili, senza “certezze” che nessuno, in questo momento, può avere o assicurare.
1- Dottor Schirripa, cos’è il coronavirus che, partito dalla Cina, sta interessando, purtroppo, tutta la comunità internazionale?
Il Nuovo Coronavirus, recentemente classificato dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, con la sigla “2019-nCov”, dove la lettera “n” sta per “nuovo” è un microorganismo patogeno per l’uomo fino a ad alcuni mesi fa inesistente. Si ritiene che il nuovo ceppo sia l’effetto del passaggio del virus attraverso qualche specie animale (molto probabilmente i pipistrelli) e, dopo aver subito un mutamento, abbia contagiato l’uomo.
2 –Perché è considerato pericoloso?
Il nuovo ceppo, in quanto tale, ha trovato tutta la popolazione suscettibile poichè priva di difese immunitarie specifiche. E’ successo diverse volte, nel corso dei secoli, che gravi epidemie (es. la peste) abbiano mietuto migliaia di vittime. Anche recentemente nuovi ceppi di virus , come la SARS (sindrome respiratoria acuta severa) del 2002, hanno interessato la popolazione globale. In questo caso le vittime sono state circa 800. Un numero limitato per merito delle moderne tecnologie e dei tempestivi provvedimenti internazionali messi in atto per limitarne la diffusione. Oltre che per le condizioni igienico-sanitarie oggi notevolmente migliorate.
3 – Quali sono i sintomi dell’infezione?
L’infezione da coronavirus interessa le vie respiratorie, con tosse, febbre e, nei casi più seri, polmonite e insufficienza respiratoria grave che può portare al decesso. Questo è il periodo di massima diffusione stagionale dell’influenza e i sintomi iniziali sono simili: bisogna evitare di innescare panico ad ogni sintomo anche di banale raffreddore.
4 – Come si trasmette l’infezione?
Il contagio avviene per via respiratoria da persona a persona, in ambienti confinati quali le abitazioni, i luoghi di lavoro, i mezzi di trasporto e anche in ambienti sanitari. Il contagio può avvenire anche in maniera indiretta: il virus potrebbe sopravvive sulle superfici contaminate per alcune ore o per giorni a seconda delle condizioni di temperatura e umidità. Non sono stati , tuttavia, documentati casi di trasmissione attraverso le superfici.
5- E’ possibile il contagio con gli alimenti o con oggetti venduti per corrispondenza?
Al momento, le conoscenze a disposizione del mondo scientifico provano che non è possibile la trasmissione per via alimentare. Neanche gli oggetti, anche se provenienti dalla Cina, sono in grado di trasmettere il virus.
6 – Chi può considerarsi a rischio di contrarre l’infezione?
Al momento attuale sono solo due le possibilità di contrarre la malattia: aver soggiornato nelle ultime due settimane in Cina o in altre zone successivamente interessate dal virus o aver avuto contatti con soggetti infetti. Non esiste altro mezzo di contagio.
7 – Perchè due settimane?
Secondo quanto attualmente a conoscenza del mondo scientifico, l’incubazione del virus si aggira intorno ai 7 giorni. Per sicurezza i soggetti esposti all’infezione vengono tenuti in quarantena 14 giorni, come sta avvenendo per i nostri connazionali rimpatriati dalla Cina.
8 – Quali sono gli accorgimenti per evitare l’infezione?
E’ indispensabile lavarsi frequentemente le mani, utilizzando sapone o, in caso di indisponibilità, soluzioni a base alcolica o altro disinfettante. Le mascherine sono inutili, a meno che non si è operatori sanitari in servizio o addetti ad accogliere persone potenzialmente esposte.
9 – Quali sono le misure adottate dallo Stato Italiano per proteggere la popolazione?
Il nostro Ministero della Salute, come quelli di tutte le Nazioni UE, ha attivato un sistema di sorveglianza nazionale in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e tutta la comunità globale per monitorare la situazione epidemiologica e l’evoluzione delle conoscenze scientifiche. L’OMS ha dichiarato, già dopo i primi casi, un’ “Emergenza di Sanità Pubblica di rilevanza internazionale”. Sorvegliati speciali sono gli aeroporti e i porti, dove tutti i viaggiatori provenienti da zone interessate, anche con voli indiretti, vengono sottoposti a screening con termo scanner e altri accorgimenti. Tutti i casi ( sospetti, probabili o accertati), vengono subito messi in quarantena e seguono un percorso predisposto. I reparti di malattie infettive sono attivati per accogliere, garantendo l’isolamento, di eventuali casi che si dovessero verificare sul nostro territorio.
10 – Ci si può vaccinare contro il Coronavirus?
Al momento non esiste il vaccino. La comunità scientifica internazionale lavora alacremente per la sua preparazione. Trapela un moderato ottimismo per la sua produzione in tempi relativamente brevi. Si prevede almeno un anno. Il virus è stato isolato in Italia ad opera di due ricercatrici all’Ospedale Spallanzani di Roma. Avere identificato il virus e la circostanza che sia simile a quello della SARS fa pensare che i tempi non siano eccessivamente lunghi. Si parla comunque di anni.
11- In attesa del vaccino, come si può curare la malattia?
Come per tutti i virus, non esiste una terapia specifica. In caso di malattia in atto vengono curati i sintomi e viene dato ogni supporto possibile per favorire la guarigione ( idratazione, supporto respiratorio e trattamento di eventuali complicanze). La maggior parte delle persone colpite guarisce spontaneamente.
12 – E gli antibiotici?
Gli antibiotici non sono efficaci sui virus. Vengono utilizzati solo per infezioni batteriche. Contro il Coronavirus sono inutili a meno che non vi sia una sovrapposizione batterica.
13- Come ci si può informare sulle novità o su cosa fare in caso di sospetta infezione?
Il Ministero della Salute ha istituito un numero telefonico di pubblica utilità: 1500. Si può utilizzare, senza abusarne, per ottenere informazioni su come procedere in caso di infezioni sospette. E’ molto importante evitare di diffondere panico o di abboccare alle cosiddette fake news che circolano in particolare sui social. La disinformazione e il panico possono essere più pericolose del virus.
14 – Qual è la situazione attuale?
Al momento in Italia vi sono solo 3 casi accertati e ricoverati. 44 in Europa e circa 65.000 nel resto del mondo, quasi tutti in Cina o nel continente asiatico. I morti accertati sono 1300 circa. Il numero delle guarigioni è in costante aumento.

Il dottor Schirripa. In piedi, un suo collaboratore, il caposala Chiné
Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.