CORONAVIRUS: L’IGNORANZA LA PEGGIORE VIA DI TRASMISSIONE

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“Il Tribunale di Sanità cerca di arginare il contagio ordinando di bruciare vestiti e suppellettili di persone infette e mandando intere famiglie al lazzaretto, cosa che inasprisce la popolazione milanese ed eccita un odio generale verso i magistrati”. Questo spezzone tratto dal capitolo 32 de “ I promessi Sposi” del Manzoni, che in questi giorni viene spesso menzionato per mettere in evidenza il parallelismo tra la peste del 1630 ed il corona virus, rispecchia a distanza di oltre 400 anni quello che è il sentire popolare.  Mandare intere famiglie in modo indiscriminato al “lazzaretto” inasprendo la popolazione, esaltare chi va a caccia di presunte streghe. Tutto come oggi, quasi fossimo tornati indietro di quasi 400 anni. La cosa preoccupante è che, troviamo la stessa ignoranza,  paura o voglia di rivalsa di un popolo, quello meridionale che da anni si sente scavalcato di un nord in crescita. Così prima di mandare al “lazzaretto” o bruciare sul rogo presunte streghe, le persone che in questo momento cercano gli “untori” ( diffusori della peste) e rispettosi della legge comincino ad applicarla, visto che in questi giorni l’hanno interpretata male. Noi stampa, che abbiamo il compito di informare, precisiamo che ad oggi unica ordinanza regionale  è la  n. 1 del 27 Febbraio 2020  emanata dalla Presidente Jole Santelli che recepisce quanto disposto dal Governo per le regioni non direttamente colpite dal COVID-19 e che va a disciplinare quanto indicato dalla stessa Santelli con un semplice comunicato stampa del 23 febbraio 2020 delle ore 21:56. Ribadiamo comunicato stampa, che è ben diverso da un ordinanza e che alcuni primi cittadini hanno riportato. Il comunicato, che ha avuto oltre 29 mila visualizzazioni sul web, recita testualmente:  “ Si invitano i cittadini calabresi che in queste ore rientreranno dalle regioni del Nord interessate dall’espansione epidemica, oltre che dalle altre aree internazionali già definite a rischio (Cina soprattutto), a comunicare alle autorità sanitarie locali il loro rientro in modo da valutare misure di quarantena attiva volontaria presso il proprio domicilio anche in assenza di sintomi”.  La valutazione di misure di quarantena, pensiamo che il comunicato si riferisse dovesse essere disposta dalle autorità sanitarie e non alla popolazione che in quesrti giorni sembra essere tutta laureata ad honoris causa in medicina.  Per i meno esperti  questo era un semplice invito per monitorare gli spostamenti ed ovviamente in caso di sintomi optare per un quarantena volontaria. Dal semplice comunicato andiamo all’ordinanza n.1 del 27 Febbraio 2020, l’unica ad oggi che i cittadini rispettosi del diritto devono applicare : “ chiunque arrivi in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero nei Comuni italiani ove è stata dimostrata la trasmissione locale del virus ( Bertonico, Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno;Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia;Terranova dei Passerini e Vo’)  deve comunicare tale circostanza al proprio Medico di Medicina Generale ovvero Pediatra di Libera Scelta. Sarà proprio il medico , dopo un primo “triage” telefonico, ad informare il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per i conseguenziali adempimenti.”  Sono solo queste persone a dover comunicare col modello che stiamo facendo vedere i propri dati.  Ne consegue che tutte le altre sono libere di circolare  ed invitiamo a non procedere a quella che in questi giorni è stata solo caccia alle streghe come nel 1630. Una situazione riteniamo, esprimendo il nostro semplice parere di cronisti, gestita male da alcuni amministratori  ma ben recepita da altri .  Come ad esempio Il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, il quale rifacendosi al Dl n. 6 del 23 Febbraio 2020, ha ordinanto alle “persone residenti anche temporanemente nei comuni Focolaio sopra indicati e rientrati a Locri di stare in quarantena” pena essere sanzionati. Stesso discorso per la triade commissariale a Siderno che con ordinanza ben precisa ha evitato, che persone meno addette ai tecnicismi o che per paura o ignoranza stanno facendo una caccia alle streghe, interpretassero ordinanze  o semplici avvisi a modo loro. Noi che siamo semplice stampa invitiamo tutti gli amministratori locali e le Istituzioni scolastiche ad informare meglio e di adeguarsi a quanto disposto dall’ordinanza del Presidente della regione Calabria. In particolare, nelle pubbliche amministrazioni, nelle aree di accesso a strutture del Servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, devono essere messe a disposizione degli addetti, utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani . Inoltre i Sindaci e le associazioni di categoria e le scuole devono promuovere la diffusione delle medesime informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie elencate  nel’ avviso che stiamo mostrando. Invitiamo quindi tutti coloro che in questi giorni sono alla ricerca degli untori di leggersi il regolamento ben visibile sul sito regionale. MARIA TERESA CRINITI | redazione@telemia.it

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