CORONAVIRUS | SALTA LA FIERA A COSENZA, PROPOSTO UN PROTOCOLLO PER IL PORTO DI GIOIA TAURO

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Il sindaco Occhiuto potrebbe annullare la festività di San Giuseppe, si deciderà domani. A Catanzaro il sindaco Abramo ed il primario di Malattie Infettive del Pugliese illustreranno le azioni predisposte per contrastare l’eventuale diffusione del Covid-19, mentre i casi di contagio in Italia sono 132

«In considerazione dell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, sto concretamente valutando, nella mia qualità di massima autorità sanitaria locale, la possibilità di annullare l’edizione 2020 della tradizionale Fiera di San Giuseppe, allo scopo di prevenire e contrastare la diffusione del virus. Domani, all’esito di ulteriori verifiche, darò avvio agli atti necessari all’annullamento». È quanto riportato su Facebook, dal sindaco di Cosenza che sta passando al vaglio tutte le possibilità.
Già nella giornata di sabato, il consigliere Annalisa Apicella aveva comunicato di aver convocato in via urgente una riunione di commissione attività economiche e produttive per affrontare la questione. Oggi il primo cittadino ha ribadito l’idea di poter annullare la festività anche se sarà necessaria la giornata di domani per l’ultima decisione.
«Mi dispiace moltissimo per gli espositori, per i cittadini e per i tanti visitatori che ogni anno arrivano a Cosenza – prosegue Occhiuto sul social – la Fiera è diventata nel corso degli ultimi anni un evento sempre più apprezzato e partecipato, una vera festa popolare di città, a seguito del trasferimento della sede in un luogo più sicuro e accessibile per tutti. Mi dispiace. Ma la sicurezza e la salute dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa. Ringrazio i dirigenti, i funzionari comunali e gli assessori Pastore e Vizza che si sono comunque prodigati in queste settimane nel difficile compito di organizzazione dell’imponente manifestazione».
Al momento, ha evidenziato Mario Occhiuto «non ci sono casi di contagio in città ma invito i cittadini a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie e ad usare la massima cautela, senza nessun terrorismo psicologico e soprattutto senza discriminazioni nei riguardi dei nostri amici cinesi residenti a Cosenza».
IL PUNTO Intanto non sembra manifestare alcun sintomo la donna di Limbadi, partita in auto dal Lodigiano, per raggiungere la provincia di Vibo Valentia, nella giornata di ieri.
La donna è tornata in Calabria utilizzando la propria auto ed ha allertato gli uffici preposti, avvertendo del suo ritorno da Codogno, in Lombardia, l’area maggiormente colpita dal coronavirus in Italia. Posta in autoisolamento volontario in una abitazione, vi resterà anche per i prossimi giorni.
La 37enne di Campo Calabro, ricoverata al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, com’è noto, è risultata negativa al test del Codiv-19. Alla donna che nei giorni scorsi era stata in Veneto, come da prassi, sarà ripetuto il tampone.
Il dipartimento Sanità della Regione nelle prossime ore farà il punto anche sugli altri calabresi residenti fuori regione che stanno rientrando.
E proprio per evitare il sovraffollamento nelle strutture sanitarie, l’ente regionale ha predisposto tutta una serie di numeri utili. In casi di necessità, potranno essere contattati il numero verde predisposto dal Ministero dell’Interno, 1500, oppure i numeri 0961.883346 o 0961 883016 (medico di turno), del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Pugliese di Catanzaro.
Sempre a Catanzaro, domani alle 11, il sindaco  Sergio Abramo e il primario del reparto di malattie infettive del Pugliese-Ciaccio, Lucio Cosco, illustreranno in una conferenza stampa aperta alla cittadinanza le azioni predisposte per contrastare l’eventuale diffusione del coronavirus nel territorio. «Anche se fino a questo momento non sono stati segnalati casi in Calabria, e non esiste pertanto alcun motivo di allarme – ha detto Abramo – è doveroso spiegare ai cittadini cosa le istituzioni stiano facendo, sia in termini di prevenzione che di capacità di intervento, oltre che ribadire quali siano i comportamenti più corretti da seguire».
«PROTOCOLLO A GIOIA TAURO» Il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, frattanto, chiede un incontro al presidente della Regione, Jole Santelli, per capire come intende muoversi l’ente per contenere il coronavirus.
«Allo stesso tavolo, secondo noi, dovrebbe sedersi anche il Commissario al Piano di rientro Saverio Cotticelli. Ma il ragionamento deve essere allargato anche alle parti sociali e a quelle datoriali che, spesso, hanno contatti diretti con i Paesi di incubazione del virus Covid 19. La presenza del mondo datoriale – prosegue il sindacalista – diventa indispensabile anche alla luce del fatto che parecchie aziende calabresi interagiscono all’interno dello scalo portuale di Gioia Tauro: una delle porte di ingresso principale delle merci provenienti dall’oriente sul territorio regionale e nazionale. Per le imprese, in particolare, deve essere studiato un protocollo di comportamento al quale conformare l’azione professionale dei propri dipendenti in Italia e, soprattutto, lontano dai nostri confini. Un decalogo di profilassi che, informando le maestranze, metta al riparo i lavoratori dal rischio di contagio e, di riflesso, protegga i propri familiari, i propri conoscenti ed i cittadini tutti dal rischio contagio».
I DATI Il numero dei contagiati nel Paese è in crescita. «In Lombardia – ha spiegato il capo della Protezione civile e commissario straordinario nazionale per l’emergenza Coronavirus Angelo Borrelli – sono 89 i casi, in Veneto 24 e in Piemonte 6. In Emilia Romagna 9 e 2 nel Lazio. Sono in totale 129 le persone di cui 54 ricoverate negli ospedali con sintomi. Sono invece 26 in terapia intensiva e 29 in isolamento domiciliare».

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