DUBBI SU CONTROLLI E RIENTRI DALLE AREE A RISCHIO, PERCHÉ CRESCE L’ALLARME CORONAVIRUS

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Le istituzioni invitano i cittadini a segnalarsi alle autorità sanitarie in caso di ritorno dalle zone in cui si sono verificati contagi. Ma preoccupa il comportamento dei singoli. Nasce un comitato permanente ministri-governatori. «No a iniziative isolate degli amministratori»

«È importante che tutti i nostri concittadini che stanno rientrando in queste ore dalle regioni del Nord Italia comunichino alle autorità sanitarie locali il loro rientro, in modo da valutare, anche in assenza di sintomi, misure di quarantena attiva volontaria presso il proprio domicilio». La nota diffusa dalla Città metropolitana di Reggio Calabria ha lo stesso tenore di tutte le comunicazioni istituzionali. Il tentativo di arginare la diffusione del Coronavirus passa dai controlli predisposti negli ultimi giorni e dalla consapevolezza di chi, dalle aree prossime a quelle in cui si sono verificati dei contagi, torna in Calabria. Senza collaborazione – si potrebbe dire senza senso civico – sarà molto difficile mantenere sullo “zero” la casella dei casi riscontrati nelle strutture sanitarie della regione. Ciò che preoccupa sono i comportamenti dei singoli. Le segnalazioni – raccolte sui social e arrivate direttamente alla nostra redazione – sono tante: dai mancati controlli per i voli in arrivo dal Nord all’aeroporto di Lamezia Terme ai tanti ritorni in autobus che si sono succeduti nelle ultime ore, anche in questo caso senza controlli al rientro.
Dal vertice in programma oggi pomeriggio tra la presidente della Regione, il prefetto di Catanzaro e i dipartimenti Tutela della Salute e Protezione civile verranno fuori indicazioni più sicure, ma la preoccupazione per l’eventuale ritorno di persone che si sono allontanate dalle zone a rischio negli ultimi 15 giorni (il tempo di incubazione del virus) è palpabile.

LE PRECAUZIONI DI SIMET BUS Riguardo ai ritorni in autobus Simet Bus segnala il «potenziamento delle attività di pulizia disinfettanti a bordo, installazione a bordo di dispenser di disinfettante per mani e distribuzione di mascherine con filtro e guanti monouso per tutti i passeggeri e per il personale viaggiante. Queste le misure precauzionali adottate da Simet Bus, l’operatore italiano delle lunghe percorrenze su gomma internazionale, in concomitanza con le misure approvate dal Consiglio dei Ministri di sabato 22 febbraio, in cui è stato varato il Decreto legge in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019». «Ci sembra doveroso, in questo momento – dichiara l’azienda – allinearci con tutte le varie disposizioni regionali per ridurre al minimo la probabilità di esposizione al contagio per i nostri passeggeri. Stiamo inoltre dando una serie di informazioni ed un decalogo del comportamento da adottare, coerenti con quanto già diffuso dal Ministero della Salute e dalla Farnesina, a tutti i nostri dipendenti, invitandoli, là nel caso in cui ci fossero dei ragionevoli dubbi, a farsi visitare dal proprio medico. Al momento, tutte le nostre linee restano attive, seguiamo con grande attenzione tutti i vari aggiornamenti che arrivano dalle diverse regioni e dai comuni dove è stata proclamata la quarantena e pronti ad adottare ulteriori misure cautelari».

COMITATO PERMANENTE MINISTRI-GOVERNATORI Da domani e fino a quando sarà necessario si riunirà nella sede della Protezione Civile un comitato “politico” composto dai ministri e dai governatori delle Regioni per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Secondo quanto apprende l’Ansa il comitato si vedrà alle 10, in concomitanza con il comitato operativo. Alla riunione non è detto che partecipino tutti i ministri e tutti i governatori ma la decisione che è stata presa è quella di fare ogni giorno anche un incontro politico a margine di quello tecnico.

IL GOVERNO NO A SCELTE UNILATERALI Intanto, dal governo centrale arrivano le direttive. Un coordinamento unico nazionale con le regioni e no a iniziative unilateriali: così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della task-force presso la Protezione Civile. «È indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori».

IL PUNTO SUI CONTAGI Questa mattina è stato fatto il punto della situazione in una conferenza stampa a Roma . Sono 219 i contagiati dal Coronavirus in Italia. Il dato aggiornato è stato fornito dal Commissario per l’emergenza Angelo Borrelli. E sono cinque le vittime in Italia, sottolineando che la quinta vittima è un adulto di 88 anni di Caselle Lanne, in Lombardia.
«Nel nostro paese c’è sicurezza e si può venire tranquillamente», ha detto Borrelli.
Nei 219 casi complessivi accertati di coronavirus in Italia, ha spiegato Borrelli, sono comprese le 5 vittime e il ricercatore rientrato da Wuhan che è guarito e che è stato dimesso dallo Spallanzani nei giorni scorsi.
Al momento, dunque, si registrano 167 contagiati in Lombardia (comprese le 4 vittime), 27 in Veneto (compreso l’anziano morto a Vo’ Euganeo), 18 in Emilia Romagna, 4 in Piemonte e 3 nel Lazio (la coppia di cinesi allo Spallanzani e il ricercatore dimesso).
Dei 213 positivi, 99 sono ricoverati con sintomi in ospedale, 23 sono in terapia intensiva e 91 in isolamento domiciliare.

«INIZIATIVE COORDINATE» Borrelli ha ribadito che Regioni e Comuni non devono prendere iniziative senza averle coordinate con lo Stato. «Gli stessi governatori – sottolinea il capo della protezione civile – esprimono l’esigenza di avere indicazioni unitarie. I provvedimenti presi dalle singole regioni e dai singoli comuni, non coordinati con il livello centrale, provocano confusione e disorientamento tra le gente e anche all’estero».

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