EMERGENZA CORONAVIRUS, «IL MINISTERO CREA PANICO IMMOTIVATO»

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Un documento diffuso dal dirigente generale del ministero aveva “bollato” la Regione come fosse «in difficoltà» a gestire l’epidemia. La replica del dipartimento: «Predisposto l’intero protocollo così come già comunicato al ministro». E la circolare viene rimossa

La Calabria non sarebbe in grado di gestire un’eventuale emergenza epidemiologica legata al coronavirus? Nulla di tutto questo. La Calabria ha già individuato la struttura di riferimento regionale nonché tutti i protocolli previsti per affrontare questa vicenda. Il dipartimento Salute della Regione Calabria rinvia al mittente quanto emerso da una circolare pubblicata dal Ministero della Sanità ma subito rimossa – proprio in seguito alle rimostranze della Regione – che non poche apprensioni aveva scatenato in Calabria. Secondo quanto aveva riportato quel documento – che in modo a dir poco estemporaneo aveva gettato praticamente nel panico i cittadini soprattutto perché rilanciato con un tam tam mediatico da tutti i social – si leggeva: «Con riferimento alla gestione dei potenziali casi di coronavirus, si rappresenta che – tra le regioni – la Calabria risulta essere quella con maggiori difficoltà di gestione dell’emergenza epidemiologica, non essendo dotata di una struttura specifica a tal fine dedicata. A tale riguardo, si sottopone alle valutazioni l’individuazione di una figura specificamente incaricata di sovrintendere a tale situazione di emergenza». Una sorta di sentenza definitiva che era stata pronunciata dal dottor Claudio D’Ammario direttore generale del Ministero della Salute determinando una ferma presa di posizione del dipartimento Salute della Regione.
«In riferimento alla circolare 2993-31/01/2020-Dgpre, con non poca meraviglia e indignazione, si apprende nel capoverso “Altri elementi” nel quale la Regione Calabria risulterebbe avere problemi di gestione dell’emergenza epidemilogica». Nella mail inviata al ministero e firmata congiuntamente dal Antonio Belcastro (aveva già rassicurato sulla gestione dell’eventuale emergenza) e Francesca Fratta, rispettivamente direttore generale e dirigente del settore calabrese, la posizione è forte e chiara.
«Si precisa che lo scrivente dipartimento – si legge nel documento inviato al Ministero – ha provveduto tempestivamente a fornire tutte le informazioni richieste dal ministero, in ordine all’individuazione della struttura di riferimento regionale, al numero di posti letto disponibili e ha predisposto un sistema di coordinamento per la gestione dei casi, già riferito in sede di riunione con il ministro, in data 25 gennaio ultimo scorso». Nella mail inviata dal dipartimento regionale della Salute si allegano anche le precedenti comunicazione datate 29 gennaio scorso assieme alle schede richieste dal Ministero. Da qui la richiesta di «rettifica immediata della Circolare, per i contenuti non veritieri, anche al fine di non ingenerare nella popolazione calabrese errate ed allarmanti convinzioni di disorganizzazione istituzionale». Una richiesta tempestiva che ha portato alla rimozione del documento. Resta comunque il danno che la “leggerezza” dimostrata dal Ministero ha già creato all’immagine della Calabria. Sul quale qualcuno dovrà rispondere.

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