GIUNTA, IL NODO PARITÀ DI GENERE

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Tutti i partiti saranno rappresentati. Ma l’incastro ancora non è stato trovato. A Lega e Fratelli d’Italia le caselle di presidente del Consiglio regionale e di vicepresidente dell’esecutivo

Le preoccupazioni su come fronteggiare l’emergenza determinata dal coronavirus, la necessità di affrontare i primi dossier arrivati sulla sua scrivania e le trattative politiche per arrivare a definire la Giunta regionale. È stato un weekend di lavoro quello della governatrice Jole Santelli. In stretto contatto con i componenti del proprio staff, la presidente ha definito le priorità della settimana che si apre oggi e che dovrebbe portare alla definizione della squadra di governo.

Trovare l’incastro perfetto dopo le nomine ad assessore di Capitano Ultimo e di Sandra Savaglio – entrambe nomine volute direttamente da Santelli – non è semplice. Sono cinque le caselle ancora libere per la Giunta. Una di queste andrà a una donna per rispettare la rappresentanza di genere che lo Statuto calabrese fissa nella misura di almeno il trenta per cento sugli otto componenti dell’esecutivo. Dopo un consulto con i vertici della burocrazia regionale e con altri esperti interpellati per esprimere un parere al riguardo, Santelli ha preso atto che il coefficiente di 2.4 (altro non è che il 30 per cento di una Giunta a 8 componenti) va interpretato estensivamente per come successo in casi analoghi che hanno visto protagonisti Comuni e Province.

Dunque, dopo Savaglio, ci sarà un’altra presenza rosa tra gli assessori. È probabile, tuttavia, che a differenza dell’astrofisica dell’Università della Calabria, la nuova prescelta possa arrivare dal mondo della militanza politica. Così come dovrebbero arrivare dai partiti gli altri designati. Santelli intende mantenere fede alla promessa fatta nelle ore in cui festeggiava la vittoria elettorale ovvero dare rappresentanza a tutti i partiti del centrodestra calabrese.

Tale impostazione, però, rischia di deludere le aspettative di chi, come Lega e Fratelli d’Italia, ritiene di avere diritto a maggiori spazi dopo i risultati conseguiti alle elezioni. Se al Carroccio toccherà la vicepresidenza della Giunta, a Fratelli d’Italia andrà la presidenza del Consiglio o viceversa. Messa in questo modo, la partita potrebbe dirsi chiusa. E invece sono diversi gli ostacoli interni con cui devono fare i conti i partiti del centrodestra calabrese. Nella Lega, per esempio, Matteo Salvini e il commissario della Lega Calabria, Cristian Invernizzi, non intendono concedere deroghe al divieto di cumulo degli incarichi di consigliere e assessore. Chi intende entrare nell’esecutivo dovrà lasciare lo scranno conquistato a Palazzo Campanella. Un’eventualità che i vari Molinaro, Minasi, Mancuso e Raso vorrebbero evitare.

È tesa la situazione anche all’interno di FdI, dove ancora non c’è univocità di vedute su chi eventualmente dovrebbe entrare in Giunta o guidare l’assemblea legislativa. Toccherà a Giorgia Meloni sbrogliare la matassa e indicare alla presidente Santelli quali sono le priorità del partito.

Tra i centristi dell’Udc, invece, servirà tutta la diplomazia del leader Lorenzo Cesa per convincere gli eletti a convergere sulla figura del segretario regionale Franco Talarico come rappresentante nell’esecutivo. Quanto a Forza Italia, il partito della governatrice, toccherà a Gianluca Gallo, primo degli eletti, scegliere quale ruolo rivestire. L’ultima casella disponibile dovrebbe toccare a Claudio Parente, che può contare sul sostegno di Mimmo Tallini, riconfermato in Consiglio e adesso possibile capogruppo degli azzurri nell’Astronave.

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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