Gio. Gen 21st, 2021

Il ricordo della madre e della sorella a quanti «l’hanno stimato e gli hanno voluto bene». Da accertare le responsabilità della compagna e dei due presunti complici

I familiari di Vincenzo Cordì, assassinato la sera dell’11 novembre scorso a San Giovanni di Gerace, hanno rivolto un ringraziamento pubblico agli investigatori per il lavoro svolto. «In questi giorni – affermano la madre e la sorella Rosamaria Cordì – abbiamo appreso dagli organi di stampa del lavoro investigativo che è stato compiuto (e che ancora è in corso) da parte dei magistrati della Procura nella persona del procuratore capo Luigi D’Alessio e del sostituto Marzia Currao – dall’Arma dei Carabinieri, dei Reparti Speciali e di una serie di consulenti. Ai loro va il nostro ringraziamento per la professionalità e per l’impegno profuso».

«Sono passati circa tre mesi dalla tragica scomparsa di Vincenzo – continua Rosaria Cordì – e il dolore che io e mia madre proviamo per la sua perdita assurda e inaspettata è sempre più grande. Ci auguriamo di poter conoscere al più presto tutta la verità sulle circostanze che hanno portato alla morte di Vincenzo la cui memoria rimarrà indelebile nei suoi familiari e in tutte quelle persone che lo hanno conosciuto e stimato e che ancora oggi gli vogliono bene».

Nei giorni scorsi i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di Susanna Brescia, compagna della vittima, di Francesco Sfara, figlio della donna, e di Giuseppe Menniti, ritenuto legato da una relazione sentimentale con la 43enne Brescia. I tre indagati sono accusati dalla Procura locrese di aver bruciato vivo Cordì all’interrno della propria automobile dopo averlo tramortito e cosparso di benzina. Con l’aggravante «di aver commesso il fatto con premeditazione e attraverso un mezzo insidioso». Per la sola Susanna Brescia c’è anche l’aggravante di aver commesso il fatto «nei confronti del compagno con essa stabilmente convivente».

Nel corso dell’interrogatorio che si è tenuto l’altro ieri Susanna Brescia ha respinto le accuse mosse a suo carico, professandosi innocente, mentre gli altri due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I difensori potranno ricorrere al Tribunale del Riesame nei prossimi giorni, dopo aver preso visione degli atti di indagine.

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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