IL LUNGOMARE COME LA TELA DI PENELOPE. È DI NUOVO “MONCO”

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Cinque anni d’attesa per i lavori finiti la scorsa estatee adesso si deve ricominciare…

Gli sprazzi di sole di queste ultime giornate hanno portato molti cittadini ad affollare quello che rimane il luogo simbolo di Siderno, ovvero il lungomare. Ma vedere la parte sud del sito fa venire il magone. La “passeggiata” sidernese, rimasta in condizioni disastrose per ben cinque anni a causa delle violente mareggiate che nel 2014 hanno provocato profonde ferite alla struttura, è visibilmente danneggiata.

Cinque anni di attesa erano terminati nel luglio del 2019, solennizzati con una vera e propria inaugurazione per la quale è arrivato in città anche l’ex governatore della Calabria Mario Oliverio, presente con i commissari straordinari Maria Stefania Caracciolo, Matilde Mulè e Augusto Polito e il vescovo della Diocesi, mons. Francesco Oliva. Una vera festa con tanto di taglio del nastro per ridare alla città, in tutta la sua bellezza, una struttura da sempre punto di riferimento estivo del territorio della Locride, Il destino, però, è stato beffardo. Ha concesso al lungomare il privilegio di rimanere “vestito a festa” una sola estate perché al termine dell’ultima bella stagione ancora una volta il sito, ristrutturato da pochi mesi, è stato nuovamente ferito, prima a causa di una voragine che si è aperta sul marciapiede lato sud, e, poi, da una nuova mareggiata che ha divelto alcune centinaia di metri di ringhiera e danneggiato seriamente il waterfront. È stato un nuovo brutto colpo per la città perché i danni sono stati ancora una volta abbastanza rilevanti. E ora che il lungomare comincia ad essere nuovamente frequentato dal grande pubblico, sono in molti i cittadini che si chiedono quando questo tratto che compromette la “passeggiata” (ancora la zona è transennata) sarà ripristinato. Tutto è rimasto fermo e per il momento non si hanno notizie in merito. C’è anche il timore che, se non si interviene con azioni di contenimento, una nuova eventuale mareggiata finirà con lo scardinare altri tratti. E sarebbe un vero peccato anche perché, poi, la spesa per la ricostruzione aumenterebbe sensibilmente. È giusto ricordare, fra l’altro, che il tratto di lungomare precipitato fa parte di una zona che non era stata interessata alla tanto attesa ricostruzione.

Inutile sottolineare che in passato i era stato sbandierato dagli organismi regionali un apposito programma che avrebbe dovuto mettere in sicurezza la costa della fascia jonica proprio per impedire che le mareggiate devastassero nuovamente i litorali e, quindi, i vari lungomare.

fonte gazzetta del sud

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