IL MACCHINISTA REGGINO MORTO PERCHÉ UNO “SCAMBIO” ERA FUORI POSTO. INDAGATI 5 OPERAI

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Oggi l’autopsia su Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo dopo la tragedia a Lodi. La Procura: «L’inchiesta è un atto necessario». L’indagine ricostruirà in 3D il luogo dell’incidente

Perché quello “scambio” non si trovava nella giusta posizione e perché il sistema centrale non lo ha rilevato indicando invece il “giusto tracciato” al personale del Frecciarossa 9595 Milano-Salerno che è deragliato nel Lodigiano, causando la morte di due macchinisti, il reggino Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, e il ferimento di 31 persone?
Per primi dovranno rispondere i cinque che componevano la squadra intervenuta sul posto, costituita da quattro operai e un caposquadra che sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose.
A quei quesiti stanno cercando di rispondere anche gli agenti della Polfer che si avvarranno anche della ricostruzione tridimensionale del luogo dell’incidente, come già avvenuto due anni fa in occasione del deragliamento del treno a Pioltello.
Servirà per ricostruire il tutto anche l’hard disk delle telecamere, acquisite oggi, nel perimetro della stazione tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano dove l’alta velocità corre parallela all’autostrada del Sole.
I sindacati, che oggi hanno indetto due ore di sciopero, rifiutano l’ipotesi di un errore umano commesso dalla squadra di cinque operai che erano intervenuti sullo scambio poco prima come unica causa dell’incidente. I lavoratori, seguendo una normale procedura, sono stati intanto destinati ad incarichi di ufficio, in attesa degli esiti delle inchieste aperte dalle Ferrovie e dalla Procura di Lodi.
Sentiti come testi, gli operai avrebbero detto di non aver terminato il lavoro completamente, ma di aver rimesso lo scambio in ordine e che il binario dagli agenti di manutenzione era stato restituito regolarmente a quelli di movimentazione. Secondo quanto si è saputo, in questo modo la centrale di Bologna non avrebbe potuto constatare l’anomalia.

«ATTO NECESSARIO». ESEGUITA L’AUTOPSIA L’iscrizione nel registro degli indagati dei cinque operai intervenuti l’altra notte sul posto in cui è deragliato un Frecciarossa è «un atto necessario per lo svolgimento, in forma garantita, degli accertamenti tecnici irripetibili». Lo spiega la Procura di Lodi in una nota.
Oggi «è stata, inoltre, effettuata l’autopsia sui corpi dei macchinisti deceduti, di modo da liberare, anche in questo caso al più presto, le salme per lo svolgimento delle esequie»: lo sottolinea in una nota la Procura di Lodi che assicura che «le ulteriori indagini continuano con grande impegno da parte di tutte le forze di polizia coinvolte nelle complesse attività investigative coordinate da questa Procura e si auspica che esse portino in tempi ragionevolmente brevi all’accertamento delle eventuali responsabilità».

SERVIZIO DI GIANLUCA SCOPELLITI
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