IL PROCESSO “DUE MARI” RISCHIA DI… SCOMPARIRE

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Il procuratore generale Giuseppe Adornato si è opposto all’istanza. Davanti alla Corte d’appello reggina sollevato il “conflitto positivo di competenza”

Inizia con un colpo di scena tecnico-giuridico il processo d’appello dell’operazione antidroga “Due Mari”, che vede alla sbarra soggetti che risiedono tra Platì, Ferruzzano, Careri e Gioiosa Jonica. La difesa ha infatti sollevato una questione di “conflitto positivo di competenza” ritenendo che tra il procedimento “Due Mari” e quello “Picciotteria Bis”, in corso a Venezia, sia unico il fatto di reato, coincidendo tutti gli elementi costitutivi della fattispecie contestata. Di conseguenza, i giudici reggini dovrebbero trasmettere gli atti alla Corte di Cassazione.

L’udienza si è aperta con la riunione al troncone dell’abbreviato, concluso con 11 condanne a complessivi 170 anni di carcere e due assoluzioni, del processo a carico di Attilio Violi celebrato in primo grado con il rito ordinario, che si è concluso con la condanna dell’imputato, originario di Ferruzzano, a 30 anni in continuazione con altra sentenza di Venezia.

Successivamente l’avvocato Enzo Nobile ha avanzato richiesta di acquisizione della sentenza “Picciotteria Bis” emessa nei mesi scorsi dal gup di Venezia, con la quale Violi e altri imputati sono stati condannati per il reato associativo dall’autorità giudiziaria di Venezia anticipando una richiesta ex art. 28 c.p.p. di conflitto positivo di competenza. Alla richiesta si sono associati gli altri difensore tra cui l’avv. Pino Mammoliti, il quale ha perorato la richiesta di acquisizione della sentenza del gup della Laguna ai fini della eventuale sussistenza di un “ne bis in idem”.

La difesa ha evidenziato che i procedimenti “Due Mari” e “Picciotteria Bis” trattano degli stessi fatti, e i soggetti ritenuti capi promotori sono gli stessi imputati dei due processi. Sul punto l’avvocato Nobile ha chiarito come rilevi la circostanza che tutti i fatti contestati nel capo di imputazione contenuto nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Reggio Calabria sono anche contestati nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Venezia, chiedendo che la Corte di appello reggina trasmetta gli atti alla Corte di Cassazione per risolvere il conflitto positivo di competenza.

Il procuratore generale reggino Giuseppe Adornato ha concluso per il rigetto delle osservazioni difensive ritenendo si tratti invece di due diverse e distinte associazioni a cui avrebbero preso parte gli imputati. La Corte si è riservata la decisione e ha rinviato il processo al 18 marzo.

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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