4 Dicembre 2020

In platea le quarte classi del “Dea Persefone” e dello “Zanotti Bianco”

Questa volta anche il questore Maurizio Vallone ha fatto la sua “lezione” agli studenti chiamati al Cinema Teatro Nuovo per un incontro sulla criminalità organizzata nell’ambito del progetto: “A’ndrangheta, una città senza crimine”. Un progetto della durata di 2 anni per le classi quarte degli istituti superiori, fortemente voluto proprio dal questore Vallone, con l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità nel mondo della scuola.

Erano presenti gli studenti delle quarte classi dell’Istituto Alberghiero “Dea Persefone” di Locri-Siderno e dell’Istituto tecnico per il turismo “Zanotti Bianco” di Marina di Gioiosa, che hanno ascoltato con grande interesse gli interventi dei relatori. Ad aprire i lavori sono stati i dirigenti scolastici Carlo Milidone e Antonino Morfea, che dopo i saluti di rito hanno dato la parola al Cosimo Sframeli, tenente dell’Arma dei Carabinieri, che si è soffermato sull’importanza del rispetto delle regole, ricordando episodi, anche recenti, di ribellioni di calabresi contro la ‘ndrangheta, ultimo in ordine di tempo quello dei sanluchesi stanchi di vedere legato il nome del proprio paese alla ‘ndrangheta piuttosto che al loro illustre concittadino Corrado Alvaro.

Il giornalista Michele Albanese ha poi spiegato ai ragazzi che purtroppo oggi la ‘ndrangheta dispone di ingenti capitali, visto che gestisce a livello mondiale il mercato della droga. Albanese ha voluto puntualizzare l’evolversi della figura del malavitoso, prima con berretto e lupara, oggi capace di giocare in borsa e padrone di più lingue.

Di seguito ha preso la parola la dott.ssa Liana Esposito, della Dda di Napoli. Ha spiegato che, nonostante la preparazione e la tecnologia a disposizione delle forze dell’ordine, il loro operato è difficoltoso e anche pericoloso. Ha parlato ad esempio delle difficoltà e della paura di chi testimonia contro i boss che distruggono i territori di cui si ritengono padroni.

Quindi, Maria Grazia Laganà, vedova Fortugno ha messo in guardia i giovani dai gravi pericoli derivati da internet, che esulano dal controllo di famiglia e scuola. Ha anche avvertito che i proventi delle attività criminali vengono investiti in attività al Nord, e ha concluso esortando i giovani alla solidarietà, ricordando con commozione la manifestazione spontanea dei giovani della Locride all’indomani della barbara uccisione del marito, il compianto Francesco Fortugno.

È stato il questore Maurizio Vallone a concludere i lavori ringraziando gli studenti intervenuti, e ricordando che questo progetto comprende ben 160 incontri con la partecipazione di oltre 600 esperti nel settore. Il funzionario della Polizia di Stato ha ricordato che il concetto di libertà discende dalla cultura, e con rammarico ha evidenziato il fatto che l’università di Reggio Calabria, a causa della scarsità dei fondi, ha un’offerta formativa limitata, cosa che favorisce la ‘ndrangheta che tende sempre a relegare il territorio in uno stato di precarietà che favorisce il proliferare della illegalità.

L’incontro si è, quindi, concluso con una serie di interventi degli studenti che hanno seguito con interesse le varie relazioni.

fonte gazzetta del sud

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