4 Dicembre 2020



Insieme verso la Pasqua
Insieme verso la Pasqua: è il cammino che si apre davanti a noi con la celebrazione
delle ceneri. Un “momento favorevole” ed un “tempo salvifico” (Cfr. 2Cor 6,1-2),
un’opportunità di crescita nella conoscenza del mistero di Cristo per noi, oggi chiamati ad
annunciare il Vangelo in un mondo che vede la fede sempre più irrilevante per la vita. È tempo
di riscoprire la bellezza della vita aperta al dono di Dio e al suo amore, all’ascolto dei fratelli,
in un costante impegno per un mondo di relazioni sempre più improntate all’accoglienza.
Nessun riferimento ad una vita autoreferenziale e chiusa, quanto generosa disponibilità ad una
relazionalità aperta al dono di sé. Cosa affatto scontata in questo tempo, in cui la fede – come
afferma papa Francesco – non rappresenta più “un presupposto ovvio del vivere comune, anzi
viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata”. Questo, anche nella nostra Locride:
quando la fede è ridotta a semplici riti e tradizioni senza anima, quando è scelta di comodo più
che forza di amore che ti cambia dentro e rende più umane le tue relazioni, quando nulla cambia
nella vita di chi dice di aver incontrato il Signore, quando emerge forte la difficoltà nel
partecipare attivamente alla vita della chiesa e ci si limita ad una religiosità superficiale e senza
volto.
È tempo di risvegliare la consapevolezza di una fede più matura, tempo di intraprendere
percorsi nuovi di formazione. È da dopo iniziato il cammino di catechesi degli adulti a livello
vicariale e gli incontri biblici nelle parrocchie. La sensazione è che molti avvertano il bisogno
di una più matura formazione. Anche se si avverte una certa lentezza e senso di stanchezza in
qualche parrocchia che ritiene di camminare da sola. Ridestiamo il bisogno di scoprire sempre
più la bellezza del nostro essere cristiani. Molto dipende dagli stessi sacerdoti e dalla
disponibilità ad inserirsi nella proposta diocesana. Il nostro cammino sa che la conoscenza di
Gesù va oltre la semplice erudizione dottrinale: conoscere Gesù è stabilire prima di tutto un
rapporto di amicizia con Lui.
Il tempo quaresimale è un tempo utile per essere discepoli missionari, che, attraverso la
Parola proclamata e ascoltata nelle domeniche, scopre l’identità di Cristo e, insieme, scopre sé
stesso e a cosa è chiamato. Quanto sarebbe bello lasciarsi provocare dalla domanda che ci
suggerisce papa Francesco nella Christus vivit: «Tante volte, nella vita, perdiamo tempo a
domandarci: “Ma chi sono io?”. Tu puoi domandarti chi sei tu e fare tutta una vita cercando
chi sei tu. Ma domandati: “per Chi sono io?”». Teniamo desta questa domanda durante questo
tempo liturgico, che ci conduce alla gioia della Pasqua.
Non interromperò in questo tempo quaresimale la mia visita pastorale al mondo della
sofferenza e delle povertà, in modo da calarmi ancora più profondamente nella realtà
umana, veramente umana delle nostre comunità. Lo farò per continuare ad assicurare la
preghiera di tanti fratelli e sorelle che nel letto della sofferenza o con gravi forme di disabilità,
rendono testimonianza di fedeltà a Gesù. Essi sono quello che noi non siamo e ci mostrano
attraverso il loro volto sofferente e sereno il mistero di una umanità tutta da scoprire.
Sia questo cammino quaresimale un tempo di ascolto della Parola di Dio contenuta nelle
Scritture, da far risuonare nell’intimo del nostro cuore e nell’assemblea dei fratelli e delle

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