LA REGIONE SOSPENDE L’AIA PER IL DEPURATORE FINITO NELL’INCHIESTA “ARSENICO”

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L’impianto si trova a contrada Mucone, a Bisignano comune nella provincia di Cosenza

La Regione Calabria, dipartimento “Ambiente e Territorio” ha sospeso l’autorizzazione integrata ambientale concessa all’impianto di depurazione e trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non”  che si trova in contrada Mucone nel comune di Bisignano. L’impianto finì al centro dell’inchiesta Arsenico, realizzata dai Carabinieri del reparto Forestale coordinati dalla procura della Repubblica di Cosenza, lo scorso 14 febbraio. Vincenzo e Nicodemo Morise, vertici dell’azienda che si occupa della depurazione di reflui industriale nel Cratese, sono i principali indagati, ma oltre a loro sono 12 le persone finite sotto inchiesta. In base agli episodi accertati dai militari, l’impianto tra i più grandi del meridione d’Italia, avrebbe smaltito in modo illecito nelle ore notturno parte delle commesse acquisite da diversi siti industriali che con la società cosentina avevano sottoscritto un regolare contratto. I Carabinieri Forestali, nel loro campionario d’indagine, hanno appurato come in determinate ore della notte le acque subito dopo uno by-pass illegale che avrebbero realizzato gli indagati, risultassero inquinati con dei valori completamente difformi rispetto al campione di acqua prelevato invece a monte poco distante da dove si trova l’impianto attualmente sotto sequestro

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