LE MANI DEL CLAN CORDÌ SUL CIMITERO E SUGLI APPALTI DI LOCRI, 16 ALLA SBARRA

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Il gup di Reggio ha rinviato a giudizio gli imputati dell’inchiesta “Riscatto – Mille e una notte”. In sei sono stati ammessi al rito abbreviato

Dovranno andare a processo tutti gli imputati dell’inchiesta “Riscatto – Mille e una notte” che ha squarciato il velo tra l’altro sul metodo adottato dalle cosche locresi nella gestione del cimitero locale.
Il gup del Tribunale di Reggio, Tommasina Cotroneo, ha infatti rinviato a giudizio 16 uomini di quella consorteria fissando per il 17 marzo la prima udienza del processo. Mentre altre sei persone sono state ammesse al rito abbreviato che partirà invece il prossimo 26 marzo.
L’operazione condotta dalla Distrettuale reggina ha permesso di scoprire come la cosca Cordì imponeva un sistema di pagamento del pizzo alle imprese che si aggiudicavano appalti pubblici a Locri fissando un tasso al 3%. Negli stessi faldoni di quell’inchiesta anche il meccanismo adottato dalla stessa consorteria mafiosa per gestire i loculi nel cimitero della città.
Ma ecco i nomi degli indagati che dovranno presentarsi in tribunale il 17 marzo: Vasile Iulian Albatoaei, Cosimo Alì, Guido Brusaferri, Cesare Antonio Cordì, Domenico Cordì (classe ’79), Salvatore Dieni, Teresa Giorgi, Emmanuel Micale, Fabio Modaferri, Giuseppe Ripepi, Gerardo Zucco, Antonio Alì, Giorgio Alì, Cosmin Avasiloiei, Cristina Nauman, Elis Lamer Nauman.
Mentre sono stati ammessi al giudizio abbreviato Gianfranco Alì, Antonio Cordì (classe ’97), Domenico Cordì (classe ’91), Vincenzo Cordì (classe ’57), Bruno Zucco (classe ’68) e Domenico Schirripa.

SERVIZIO DI GIANLUCA SCOPELLITI
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