LOCRI: CANTIERE CHIUSO DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA LA DITTA “DIFFIDATA” A RIPRENDERE IL LAVORO

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Entro fine febbraio, o si procederà alla rescissione del contrattoVertice tra il presidente del Tribunale, Palermo, il procuratore D’Alessio, il sindaco Calabrese e il provveditore Ievolella

Riaccesi i riflettori sullo stato dell’arte della realizzazione del nuovo Palazzo di giustizia a Locri. Sono stati infatti dati i cosiddetti “30 giorni” all’impresa realizzatrice dell’importante opera pubblica per la ripresa dei lavori, pena la rescissione del contratto. È il frutto di un vertice che si è tenuto mercoledì scorso negli uffici del Tribunale diretto dal presidente Rodolfo Palermo che lo aveva convocato a seguito della dura presa di posizione del sindaco Giovanni Calabrese.

Come si ricorderà, infatti, lo scorso 11 gennaio, il primo cittadino della Città di Zaleuco, preoccupato per l’assordante silenzio che ormai da mesi aleggia sul cantiere fermo del nuovo Palazzo di giustizia, aveva esternato forti preoccupazioni circa il rischio che lo strategico e fondamentale presidio di giustizia in città potesse divenire un’ennesima grande incompiuta.

Al vertice, oltre al presidente Palermo e al sindaco Calabrese, hanno preso parte il procuratore capo Luigi D’Alessio, il provveditore interregionale per le Opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, ingegnere Gianluca Ievolella e i tecnici interessati al procedimento. La riunione è stata anche l’occasione per dare il via ad un serrato confronto sulle vicissitudini che hanno riguardato il procedimento relativo alla realizzazione di un’opera il cui iter amministrativo è partito oltre un ventennio addietro. L’articolato confronto è servito ad evidenziare come le responsabilità del “rallentamento” della costruzione siano da addebitarsi «non solo all’impresa realizzatrice dell’importante struttura, ma anche a un rapporto non sempre collaborativo con i tecnici del Provveditorato regionale Opere Pubbliche». La conferenza permanente, con l’obiettivo di impedire che l’erigendo nuovo palazzo di giustizia possa diventare una incompiuta ,ha assunto la determinazione di «invitare la ditta alla ripresa immediata dei lavori e in caso di diniego procedere alla rescissione del contratto per poter avviare una nuova procedura».

Il sindaco Calabrese nel promettere battaglia per impedire che l’erigendo palazzo di giustizia possa diventare una ennesima incompiuta ha ribadito che «se l’iter amministrativo fosse rimasto in capo al Comune di Locri probabilmente oggi l’opera sarebbe stata completata». È stato comunque evidenziato l’impegno assunto dal provveditore interregionale Ievolella che ha assicurato al sindaco che trasmetterà, a breve, al Comune «il progetto delle necessarie opere complementari (strade di accesso, parcheggi, etc), al fine di reperire le necessarie risorse finanziarie».

Il primo cittadino ha ribadito come la città abbia «la necessità di avere il nuovo Palazzo di giustizia» e anche che diventa una priorità a questo punto pure «la realizzazione della nuova caserma della Guardia di Finanza in modo tale da poter raggiungere l’ambito obiettivo della Cittadella della giustizia comprendente, insieme al Tribunale, le caserme del Gruppo dei Carabinieri e della Guardia di Finanza».

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