4 Dicembre 2020

“Reati” in tema di bullismo, discriminazioni razziali e dipendenza dai social

Il Liceo delle scienze umane e linguistico “Mazzini” di Locri ancora impegnato in attività extrascolastiche finalizzate ad avvicinarli sempre di più alla cultura della legalità. Ieri si è tenuta nel’aula del tribunale penale locrese, l’interessante attività formativa prevista da un progetto nato da una proficua collaborazione tra l’Associazione “Ciak – formazione e legalità”, il Miur, il Tribunale per i minorenni di Reggio e l’Ufficio scolastico regional. Con il progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”, si intende «aprire le porte dei tribunali ai ragazzi, permettendo loro di entrare e conoscere il mondo della giustizia minorile e gli operatori che vi lavorano». La prof Evelina Cappuccio, referente del progetto, ha sottolineato che «utilizzando la propensione del processo stesso a trasformarsi in un gioco in cui giovani divertendosi con la recitazione, imparano ad apprezzare le regole della democrazia e della giustizia, essi toccano con mano, cosa significa commettere un reato e quali conseguenze ne possono derivare».

Per il terzo anno consecutivo gli studenti, guidati dalla prof. Evelina Cappuccio e dal prof. Gianfranco Ozzimo, hanno preso parte con entusiasmo e attiva partecipazione al progetto “mettendo in scena” la simulazione di un processo nei confronti di minori dal titolo “La Maschera” sui temi del cyber bullismo, delle discriminazioni razziali, della dipendenza dai social e dell’uso improprio della Rete. In questo percorso fondamentale è stato l’apporto dei Giudici onorari presso il Tribunale per i minorenni di Catanzaro, Roberta Mallamaci e Carlo Talarico.

p.l. – gazzetta del sud

Facebook Comments
CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.