LOCRI: UNA NECROPOLI ROMANA A SAN CONO NUOVO TESORO DELL’AREA ARCHEOLOGICA

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Eliodoro: «Le tombe sono su più livelli, scaveremo in profondità» Il sindaco Calabrese: «L’ex scuola diventerà un centro culturale»Tra gli arredi trovate due piccole brocche decorate a bande, e piccoli monili in bronzo tra i quali un anellino

La Locride continua a “restituire” importanti reperti archeologici. Sta infatti emergendo a Locri una necropoli di origine romana.

L’interessante rinvenimento archeologico consiste nel complesso di una necropoli romana del I-V secolo dopo Cristo, ed è avvenuto in contrada San Cono, nel corso dei lavori di adeguamento sismico, finanziato con le risorse del “Forever”, dell’ex plesso scolastico, all’esterno delle mura della città antica, e limitrofo all’asse viaria del “Dromo”.

Nel vetusto immobile, infatti, “nascosta” da un’anomala soprelevazione del telaio di base, spuntava un lembo della necropoli romana che si estenderebbe non solo dentro l’ex scuola, ma anche nel cortile fuori la costruzione.

«Quanto emerso – ci ha spiegato Roberta Eliodoro, l’archeologa responsabile dello scavo insieme alla dottoressa Guidace con il coordinamento del rappresentante della Soprintendenza regionale archeologica, Alfredo Ruga – non sono tombe sporadiche, ma si tratta di un complesso più stratificato, che va dal primo al V secolo dopo Cristo. Tombe su più livelli, e quelle più in profondità potrebbero portare alla luce importanti ritrovamenti e reperti più interessanti».

E che le aspettative siano molto alte lo ha sottolineato la stessa archeologa, evidenziando che «in tre settimane di attività, scavando in un’area 4×3 abbiamo trovato 22 sepolture alle quali proprio il giorno di san Valentino si è aggiunta la numero 23 e molto verosimilmente lunedì potremmo aprirne ancora un’altra.

Anche se è ancora troppo presto per fare valutazioni sui reperti ritrovati, «quelli restituitici da alcune tombe – ha evidenziato l’archeologa – sono molto interessanti. Si tratta di due piccole brocche “decorate a bande”, piccoli monili in bronzo tra i quali anche un anellino».

L’area di San Cono era “attenzionata” fin dal 1830. «Già Paolo Orsi dei suoi taccuini – ha sottolineato ancora la Eliodoro – ne sosteneva l’esistenza. Nel 1960 il comune di Locri l’ha vincolata”.

La necropoli di età tardo romana emersa durante l’adeguamento sismico della vecchia scuola costituisce «un importante sepolcreto – ha sottolineato l’archeologa Eliodoro – che va ad arricchire la conoscenza di Locri dell’età romana. Le tombe rinvenute, dal momento che in muratura con rivestimenti a intonaco, consentono una migliore fruibilità dell’area archeologica locrese che ad oggi non ha necropoli fruibili». Infatti il “sepolcreto” di San Cono diventerà parte fondamentale del percorso fruibile dell’area archeologica locridea. Naturalmente su di essa è immediatamente intervenuta la Soprintendenza regionale che ha già ipotizzato delle soluzioni per rendere fruibile da subito la nuova scoperta.

Da quanto sottolinea l’archeologa, le ipotesi per valorizzare la necropoli «sono sostanzialmente due e l’una non esclude l’altra. Coprire con un pavimento in vetro le tombe scoperte ed esporre i reperti restituiti nella sala della scuola già destinata alle conferenze.

Sulla scoperta il sindaco Giovanni Calabrese sottolinea che «è stata immediatamente posta al vaglio delle preposte autorità culturali. Oggi – prosegue il sindaco – si stanno valutando adeguate soluzioni sia per l’utilizzo della struttura, che l’amministrazione comunale intende destinare a centro culturale a servizio dell’area archeologica e del nuovo teatro all’aperto in fase di completamento, sia per valorizzare l’importante rinvenimento con nuovi e ulteriori scavi per come indicato dai recenti studi effettuati in questi mesi. L’amministrazione comunale seguirà attentamente l’evolversi della situazione con l’obiettivo di attrarre anche nuovi flussi turistici».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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