‘NDRANGHETA: GRATTERI, FAMIGLIA CONTROLLAVA TRAFFICO DROGA

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Capomolla, contesto agguerrito e con capacità riorganizzarsi

“La famiglia Presta ha controllato per anni il traffico di droga nella Valle dell’Esaro, ovvero un quarto dell’intera provincia di Cosenza”. A dirlo il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri illustrando i risultati dell’operazione condotta dalla polizia che ha portato a decine di arresti ed al sequestro di beni per due milioni di euro. Un lavoro massiccio riuscito, ha aggiunto, grazie anche “all’aumento della pianta organica nelle Squadre mobili”. Il pensiero del procuratore è andato alla “continua e costante attenzione” che, non solo l’attività di indagine, ma anche “l’attenzione alla sicurezza della mia persona”, ricevono da parte del ministero dell’Interno e dal capo della Polizia Franco Gabrielli. “Si parla – ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla – di un contesto di ‘ndrangheta agguerrito, di una cosca ben radicata sul territorio e con una forte capacità di riorganizzazione. Per l’approvvigionamento avevano forti riferimenti a Platì e nella Piana di Gioia Tauro”. “Al vertice del sodalizio che aveva come base il comune di Roggiano Gravina – ha spiegato il capo della Mobile di Cosenza Fabio Catalano – c’erano i fratelli Antonio e Roberto Presta, cugini del boss Franco. L’attività che il clan monopolizzava era, prevalentemente, il traffico di droga. Cocaina soprattutto ma anche marijuana e hashish”. La droga, secondo quanto è stato riferito, arrivava ovunque, anche all’interno della squadra di calcio del Roggiano Gravina. Nella formazione militava Roberto Presta, figlio di Antonio, uno dei reggenti del clan. All’incontro hanno partecipato anche il direttore della Direzione centrale anticrimine della Polizia Francesco Messina e il direttore dello Sco Fausto Lamparelli.

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