NUOVO PROCESSO AL CLAN CORDÌ «PAESE LIBERATO DAI CRIMINALI»

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L’appello di Calabrese: «Denunciare senza paura»

«Il percorso di “liberazione” della città di Locri, con l’avvio del procedimento giudiziario “Riscatto – Mille e una notte” contro il clan dei Cordì compie un ulteriore passo in avanti». Ad affermarlo ieri è stato il primo cittadino di Locri, Giovanni Calabrese, che com’è noto ha formalizzato la costituzione di parte civile del Comune nel processo ai 22 imputati (16 rinviati a giudizio, 6 ammessi al rito abbreviato) ritenuti in vario modo vicini al clan Cordì .

«Nel corso dell’udienza preliminare – afferma il sindaco – ha tenuto bene l’impianto accusatorio fondato su anni di meticolose indagini portate avanti con grande professionalità dagli uomini dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Con l’operazione “Riscatto” si è assestato un duro colpo a un manipolo di incalliti criminali che agivano con la convinzione di poter imporre a cittadini e operatori economici la propria legge. Ma – continua Calabrese – lo Stato c’è, è presente, ha risposto e la città ha gradito e oggi ringrazia».

Calabrese evidenzia quanto sia stata «importante la collaborazione di alcuni imprenditori. Anche questo – afferma – è un chiaro segnale di cambiamento, di un’importante e netta scelta: non subire, ribellarsi. Avere fiducia nello Stato e quindi nella magistratura e nelle forze dell’ordine è l’unica cosa da fare».

E per meglio evidenziare il positivo cambiamento in città, Calabrese sottolinea che «vedere le forze di polizia che intervengono anche grazie alla testimonianza di imprenditori che a Locri, Reggio, Vibo, denunciano le vessazioni della ndrangheta e con coraggio e determinazione si affidano allo Stato che con prontezza interviene e garantisce tutela e risposte, è una nuova, bella e positiva pagina di storia».

«Oggi – continua il primo cittadino locrese – con il rinvio a giudizio di questi squallidi personaggi, è veramente un giorno di “Riscatto” e di rivalsa per Locri. La scabrosa vicenda del cimitero, che avrà certamente un ulteriore seguito, deve indurci tutti a riflettere. È inaccettabile vedere cittadini ostaggi da vivi e anche da morti».

Il sindaco per evidenziare i segnali importanti di «quel desiderio di cambiamento che accomuna l’onesto popolo locrese», sottolinea l’importanza che il Comune «si sia costituito senza indugio alcuno parte civile in rappresentanza di tutta la città, anche in rappresentanza di quelle forze politiche rimaste silenti». Ed evidenzia anche che «è altrettanto significativa la costituzione di parte civile del sindaco Giovanni Calabrese nella qualità di cittadino vittima di attenzioni poco lusinghiere sempre e costantemente denunciare alle competenti autorità».

«Il percorso di legalità avviato non potrà in alcun modo fermarsi dice ancora Calabrese – e il sindaco e l’amministrazione invitano tutti a denunciare senza remore e senza alcun timore. Ogni cittadino – afferma – deve raccogliere oggi l’invito del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro, ha invitato tutti i calabresi a “inondare le procure di denunce” contro il malaffare e quindi ad avere fiducia nelle istituzioni».

Calabrese chiude: «Ringraziamo ancora le forze dell’ordine e il procuratore Bombardieri per l’ottimo e incessante lavoro svolto quotidianamente per liberare Locri e la Locride. Il percorso è lungo e tortuoso ma i nostri figli godranno certamente dell’impegno di oggi e potranno vivere in un territorio non più ostaggio di forze occulte e criminali».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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