OSPEDALE DI LOCRI, SI AGGRAVA IL CASO FARMACI «MALATI ONCOLOGICI SENZA MEDICINE»

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Simone (Uil): «I reparti stanno lentamente esaurendo le scorte»Segnalato in particolare l’esaurimento del farmaco impiegato per la cura del tumore alla vescica

Presso l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria continua ad essere preoccupante la situazione del rifornimento di farmaci e di presidi sanitari. Si è rivelato concreto l’allarme lanciato qualche settimana fa dal segretario territoriale della Uil-Fpl Nicola Simone sulla difficoltà che incontra ad esempio l’ospedale di Locri a rifornirsi sia di presidi sanitari che di farmaci anche salvavita. Infatti, man mano che la Farmacia dell’ospedale va esaurendo le scorte di medicinali, diventa sempre più difficile per gli operatori dei diversi reparti, procurarsi quelli necessari al fabbisogno dei pazienti. E a trovarsi in situazioni particolarmente critiche oltre ai reparti dell’emergenza-urgenza ci sarebbe addirittura anche Oncologia. Da quanto va emergendo, infatti, proprio in Oncologia la mancanza di un farmaco, quello impiegato per la cura del tumore alla vescica, i medici si sono visti costretti a interrompere la «continuità terapeutica», e a bloccare l’accesso a nuovi pazienti.

Già nelle scorse settimane, il direttore della farmacia del nosocomio locrese, Ilario Simari con una nota (la numero 25 del 25 gennaio) trasmessa al direttore sanitario dell’ospedale locrese Domenico Fortugno evidenziava la «grave negligenza» della mancata evasione degli ordini dia fornitura dei presidi e dei farmaci, dal momento che l’Asp reggina non ha aderito alla nuova piattaforma nazionale “Nodo Smistamento Ordini” (NSO). Infatti proprio con l’entrata in vigore del decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 7 dicembre e successive modifiche del 27 dicembre 2019, tutti gli ordini di acquisto di beni della Pubblica amministrazione devono transitare per il NSO. Adesso a rendere difficili le ordinazioni degli acquisti dei farmaci, sarebbe la circostanza che nonostante la proroga a far partire tale disposizione dallo scorso primo febbraio, la triade commissariale, che da oltre un anno amministra l’Asp reggina, non ha provveduto ad aderire alla nuova piattaforma.

E così anche ieri lo storico segretario territoriale dell’Uil-Fpl nel ribadire il giudizio poco lusinghiero sull’attuale commissariamento dell’Asp reggina «inconcludente sia sotto l’aspetto del rispetto della legalità, sia sotto il profilo organizzativo funzionale», ha evidenziato che proprio questa inadempienza sta impedendo all’Azienda di effettuare le ordinazioni dei presidi e dei farmaci, la qual cosa rende «non solo difficile per l’ospedale di Locri di rifornirsi, ma riserba anche alle altre strutture ospedaliere e territoriali dell’Asp le medesime difficoltà di rifornimento». E proprio per impedire che la situazione possa drammaticamente precipitare« Simone chiede a «chi può» di intervenire.

PINO LOMBARDO (Gazzetta del Sud)

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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