REGIONE, LA SANTELLI VA ALLE “GRANDI MANOVRE”

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La neo governatrice si prepara alle trattative ufficiali per la Giunta, ma fioccano le fibrillazioni per la sua intenzione di dialogare prima con i big nazionali. La Lega intanto impone agli eletti di dimettersi se vogliono diventare assessori

È la settimana delle scelte, per la neo governatrice Jole Santelli. Dopo aver tirato il fiato all’indomani del trionfo elettorale la presidente nei prossimi giorni avvierà le trattative formali per la composizione della sua Giunta, con l’obiettivo di trovare l’accordo con la Lega di Matteo Salvini e con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. La neo presidente si prepara alle “grandi manovre” per trovare una quadratura del cerchio che appare comunque complicata, anche per i “mal di pancia” che stanno angustiando il centrodestra. A esempio, molti dei big del centrodestra calabrese avrebbero gradito ben poco il fatto che la Santelli abbia detto di voler parlare direttamente con Salvini e la Meloni, “bypassando” il tavolo regionale, anche perché i due leader sono super-impegnati, Salvini ha un’agenda fittissima, essendo già entrato in una nuova campagna elettorale, e la Meloni vola negli States: il leader della Lega è atteso il 6 febbraio a Reggio Calabria, una tappa strettissima in un tour praticamente senza sosta in tutt’Italia, e tra l’altro – dicono fonti accreditate – una tappa anche di ripiego, perché il leader della Lega inizialmente sarebbe dovuto tornare a Catanzaro ma gli sarebbe stato consigliato di tenersi alla larga dal capoluogo calabrese, in questi giorni al centro dell’attenzione mediatica, soprattutto di “Non è l’Arena” di Giletti, per l’imbarazzante vicenda di “Gettonopoli” al Comune. E poi, ci sono le fibrillazioni interne ai singoli partiti, alle prese con l’ambizione degli eletti ma anche dei non eletti che però attendono un segno di riconoscimento per il contributo prestato alla causa, a rendere più complicato il cammino della Santelli. Sotto questo aspetto, è emblematica ancora la situazione in casa Lega, che da tempo ha “prenotato” l’assessorato regionale all’Agricoltura creando anche – come anticipato dal Corriere della Calabria – un incidente “diplomatico” con e tra Coldiretti e Confagricoltura: per risolvere l’impasse, i salviniani si accingerebbero ad adottare la stessa linea adottata in Umbria, imponendo ai consiglieri regionali eletti di dimettersi ove dovessero diventare assessori. C’è poi da fare i conti anche con un altro dato, e cioè la mole di ricorsi che sono stati già presentati o stanno per essere presentati, e che quindi saranno un ulteriore fattore di tensione: a esempio, fonti accreditate sostengono che Enrico De Caro di Fratelli d’Italia potrebbe opporsi all’elezione di Luca Morrone, a rischio incandidabilità, ma altri ricorsi potrebbero fioccare nelle prossime ore, al punto che si parla più di queste beghe che di proclamazione degli eletti (che comunque dovrebbe avvenire il 6 febbraio). Fonti del centrodestra riferiscono che, comunque, la prima Giunta dell’era santelliana potrebbe vedere la luce nel prossimo week end. Al momento, non risultato trattative ufficiali ma solo contatti informali, con la Santelli che – sempre secondo fonti del centrodestra – avrebbe già interpellato gli alleati per acquisire le prime disponibilità. Quello che sembra assodato, per come più volte dichiarato dalla stessa Santelli, è che sarà una Giunta eminentemente politica, rappresentativa delle varie anime della coalizione in proporzione al loro peso elettorale. Il tema della Giunta si intreccia con la casella della presidenza del Consiglio regionale, nel senso che chi occuperà questa postazione dovrà rinunciare a un assessorato: la postazione più prestigiosa e importante di Palazzo Campanella, comunque, andrà o alla Lega o Fratelli d’Italia. Di conseguenza, sarà delineata la Giunta, con la prevedibile parte del leone per Forza Italia, che vorrà portare all’incasso il risultato del 26 gennaio e la baricentricità dell’ala azzurra e moderata della coalizione rispetto ai sovranisti salviniani e meloniani. E ci sarà da ”incrociare le armi” anche sulle deleghe: fonti forziste riferiscono comunque che la Santelli avrebbe intenzione di seguire direttamente la “partita” della sanità, nella prospettiva di un probabile futuro cambio alla guida della struttura commissariale (oggi non c’è più l’incompatibilità tra i ruoli di governatore e commissario…). E poi, per la Santelli, anche un’altra non facile scelta, quella del suo staff, che dovrà essere “a prova di bomba”: boatos romani dicono che la neo governatrice starebbe ragionando insieme al leader Berlusconi sul nome di un superprefetto come capo di gabinetto. La figura probabilmente giusta, visto che, a evitare problemi, potrebbero non bastare le telecamere e i sistemi di registrazione che la neo presidente della Regione ha annunciato di voler piazzare nella sua stanza al decimo piano della Cittadella.

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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