ROSARNO, LA SOCIETÀ DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI: “SCIOPERO ILLEGITTIMO DEI DIPENDENTI: PRONTI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI”

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“La serietà di Locride Ambiente non può essere messa in discussione in ogni situazione e ad ogni occasione. Non si può più tollerare una corsa alla notizia che pretestuosamente viene messa in circolo, con il solo scopo di screditare. E’ chiaro che qualcuno abbia voluto e voglia mettere in cattive luce la società. Anche a volere evitare ogni retro pensiero, alla fine, a fronte di un attacco concentrico, è naturale ritenere che Locride Ambiente dia fastidio e che qualcuno voglia eliminarla dallo scenario imprenditoriale”. Lo scrive la società che si occupa della raccolta dei rifiuti a Rosarno, in “reazione” all’astensione dal lavoro dei dipendenti.

“Ultima trincea di questa guerra mediatica è Rosarno. Qui i lavoratori, nella notte tra domenica e lunedì, e per diversi giorni a seguire hanno incrociato le braccia e hanno arbitrariamente sospeso il servizio. Un’azione illegittima, sebbene sia stata giustificata con il ritardo dei pagamenti. Sul punto va subito chiarito che il ritardo non è di tre mesi, come artatamente asserito, ma un mese, una condizione non perfetta certamente, ma fisiologica, vista e considerata le difficoltà di cassa che la società deve affrontare, a causa dei ritardi dei pagamenti delle quote mensili dovute dai comuni serviti. Vero è che Rosarno ha sempre regolarmente provveduto, e questo la governance della società non lo ha mai negato, ma la situazione complessiva provoca effetti sulla regolarità degli stipendi, ancorchè Locride Ambiente Spa sia impegnata a ridurre progressivamente i ritardi e ad evitare ulteriori allungamenti dei tempi. Fatto salvo l’impegno e l’obbligo di retribuire dipendenti, bisogna una volta per tutte però ascoltare la voce della società. I dipendenti di Rosarno hanno affermato che i mezzi da loro utilizzati non sono idonei e hanno indicato una lungo elenco di anomalie nei mezzi stessi. Ebbene, Locride Ambiente risponde che intanto non ci sono negligenze, o trascuratezze nella gestione dei mezzi. A parte questo, una volta che la società consegna il mezzo o i mezzi, a chi spetta il compito di segnalare guasti o altro? All’operatore che del mezzo fa uso quotidiano.  Gomme lisce?  Chi le deve segnalare? I dipendenti. Marmitta rotta? Telecamere all’interno di mezzi guaste tre su quattro? Olio da cambiare? Chi gestisce il mezzo lo deve segnalare e tempestivamente si provvede. La società non ha mai glissato”, è scritto nella nota.

“Vestiario vecchio? I dipendenti hanno avuto il vestiario adeguato regolarmente come gli adempimenti prevedono, la società Locride ambiente è oculata ed attenta alla normativa vigente.Igiene e spogliatoi non realizzati? Siamo all’assurdo. E lo si afferma partendo da una verità innegabile. I dipendenti in agitazione sanno che dovrebbero fare base a Siderno, prendere possesso dei mezzi nel capannone dell’azienda, qui vestirsi e poi dirigersi su Rosarno per svolgere il loro compito? Non lo sanno o fanno finta di non sapere? La verità vera è che la società per evitare loro continui spostamenti ha trovato una soluzione condivisa e a vantaggio degli gli stessi, consentendo loro di avere i mezzi in loco. Questo comporta che la società non ha l’obbligo di garantire gli spogliatoi a Rosarno. Ma c’è una elemento ulteriormente confermativo di quanto asserisce Locride Ambiente: il bando con il quale la società ha cominciato la raccolta dei rifiuti nella città pianigiana stabiliva una durata di appena 4 mesi dal 1° giugno 2017 fino al 30 settembre 2017, periodo prorogato a piccole frazioni fino ad oggi, situazione di cui la società è lietissima, naturalmente, ma che non ha spinto la stessa a decidere investimenti corposi tipici di una attività definitiva e stabile nel tempo”, prosegue la Locride Ambiente.

“Viene, pertanto, facile una considerazione quasi banale, ma assolutamente vera: se l’amministrazione comunale rosarnese fosse stata scontenta di Locride Ambiente non avrebbe dovuto prorogare continuamente l’affidamento ma avrebbe dovuto trovare altro gestore che soddisfacesse le esigenze dell’Ente. Particolare non di secondo ordine, anche in riferimento alle polemiche e alle critiche assurde quanto diffamatorie registratesi nelle settimane scorse. Da ultimo, una sottolineatura. Molti dei dipendenti, illegittimamente in agitazione, hanno chiesto il riconoscimento di assenza per malattia. Ma come? Prima scioperano, pur non potendolo fare, e poi corrono ai ripari per autotutelarsi? La dirigenza della società non intende accettare questi comportamenti e procederà con gli opportuni provvedimenti così come previsti dalla normativa vigente”, chiosa la nota.

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