3 Dicembre 2020

L’infelice “battuta” del conduttore di “Mattina in famiglia” dello scorso 25 gennaio ha chiamato in causa il Garante per le Comuicazioni. «Frase discriminatoria che associa tutti i calabresi a comportamenti tipici mafiosi»

E dopo la denuncia del Codacons, arriva anche la reazione di Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni per una infelice «frase discriminatoria» pronunciata da Tiberio Timperi, durate la trasmissione “Mattina in famiglia” dello scorso 25 gennaio.
«Timperi ha detto una battuta discriminatoria, che è apparsa associare tutti i calabresi a comportamenti tipici mafiosi e che contribuisce a rafforzare stereotipi e pregiudizi che possono minare la coesione sociale ed è rilevante in relazione alla necessità che il servizio pubblico concorra a contrastare ad ogni forma di discriminazione, come previsto nel Contratto di servizio», motivano da Agicom.
Come si ricorderà, il conduttore di Rai Uno lo scorso 25 gennaio, nel mentre stava interloquendo con un telespettatore calabrese in collegamento, nel rispondere ad un quiz ha chiesto l’aiuto del pubblico.
A quel punto la “battuta” di Timperi: «Se non ti aiutiamo, andremo a fare i piloni della Salerno-Reggio Calabria»

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