UN COMUNE VALDOSTANO “SCIOLTO” PER ‘NDRANGHETA

163

Un’assessora di Saint-Pierre si sarebbe rivolta ai boss per dirimere i contrasti in Giunta

Il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale e il commissariamento di Saint-Pierre, comune di 3.000 abitanti alle porte di Aosta, per “infiltrazioni mafiose”. Il provvedimento fa seguito all’istruttoria avviata dopo l’operazione Geenna della Dda di Torino su infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta e che aveva portato all’arresto anche di un assessore comunale di Saint-Pierre.

La commissione d’accesso anti mafia si era insediata nell’aprile 2019, a seguito dei 16 arresti scattati nell’ambito dell’operazione “Geenna” della Dda di Torino e dei carabinieri contro la presunta infiltrazione della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Tra gli altri era finita in carcere – e nei mesi successivi ai domiciliari – Monica Carcea, all’epoca assessore comunale di Saint-Pierre alla Programmazione, finanze e patrimonio, imputata per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa la Carcea, dopo essere stata eletta nel 2015 con «l’appoggio elettorale da parte di Marco Fabrizio Di Donato» si era rivolta a lui, al ristoratore Antonio Raso e al consigliere comunale di Aosta, sospeso, Nicola Prettico, in base alle indagini dei carabinieri tutti e tre membri della locale di ‘ndrangheta del capoluogo regionale valdostano, chiedendo di intervenire a «comporre le tensioni e i contrasti» con altri membri della giunta comunale di Saint-Pierre.

(ansa)

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.