VERSO LA NUOVA GIUNTA, GLI ALTRI NOMI (POSSIBILI) E I TORMENTI DEI PARTITI

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Dopo i “colpi” Capitano Ultimo e Savaglio, nella prossima settimana le interlocuzioni finali della Santelli con gli alleati, alle prese con non pochi “nodi” interni. Soprattutto Lega e Fdi

La palla ai partiti. Dopo aver piazzato i “colpi” – anche mediatici – di Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, e di Sandra Savaglio, e conseguentemente “spiazzato” gran parte del centrodestra, soprattutto calabrese, la neo governatrice aspetta che gli alleati si schiariscano le idee e risolvano le loro fibrillazioni interne prima di varare la Giunta al completo. L’intenzione della presidente è quella di completare la squadra entro il prossimo fine settimana, in ogni caso prima della seduta d’esordio del nuovo Consiglio regionale, che come “deadline” avrebbe il 10 marzo. Tra martedì e giovedì – riferiscono fonti accreditate – la Santelli dovrebbe stringere a Roma le interlocuzioni con Lega, Fratelli d’Italia e Udc, partendo prima da una ricognizione con i “colonnelli” per passare quindi a quella finale con i “generali”, cioè i leader Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Lorenzo Cesa, dai quali confida di avere indicazioni utili (e soprattutto nomi credibili). Non saranno contatti facili perché l’”accelerazione” impressa dalla governatrice con le scelte di Savaglio e Capitan Ultimo ha di fatto alterato gli equilibri tra i partiti della coalizione, adesso costretti a doversi muovere su un binario che sia coerente con il progetto che la Santelli ha plasticamente configurato in questi primi giorni, con una visione che guarda anche oltre i confini della Calabria. C’è anche da registrare qualche mugugno romano non sul nome della Savaglio, su cui nessuno ha avuto da obiettare, quanto su quello di Capitan Ultimo, che fonti del centrodestra dicono sia stato molto gradito a Fratelli d’Italia (e ovviamente a Forza Italia) ma non particolarmente ai salviniani, che anzi avrebbero espresso una certa irritazione nell’apprendere della nomina dell’alto ufficiale dell’Arma che con la Lega ha qualche conto aperto nel recente passato. E poi non mancano, soprattutto tra i big regionali del centrodestra, malumori sulle prime decisioni della presidente, al quale – non ufficialmente ma ufficiosamente – si imputerebbe una mancanza non tanto di condivisione quanto di comunicazione e informazione sui primi assessori. Malumori legati poi alla preoccupazione per un ulteriore restringimento degli spazi di manovra dei vari partiti, già alle prese con le sgomitate interne tra i “papabili” assessori. In effetti, conti alla mano ci si accorge che, allo stato, a disposizione di almeno cinque forze politiche ci sono sei postazioni, le cinque da assessore e quella della presidenza del Consiglio regionale, e chi si prende quest’ultima rischia seriamente di non avere nemmeno un assessore. Dai e dai, un posto a testa, due forse solo per la Lega se non chiede la presidenza del Consiglio regionale. Non solo per questo ma anche per questo, nei partiti si “guerreggia”, dove più dove meno. Fronti caldi sono segnalati soprattutto in casa Lega e Fratelli d’Italia. Tra i salviniani resterebbe irrisolto il nodo della “incompatibilità” tra carica di consigliere e assessore, per questo l’orientamento della Lega è quello di ricorrere ad assessori esterni. Quanto ai meloniani, indiscrezioni riferiscono di una sotterranea “lotta” sulla piazza cosentina tra Fausto Orsomarso e Luca Morrone (con Orsomarso comunque favorito per un ruolo da assessore) e di un forte pressing dei reggini in favore di Peppe Neri e Domenico Creazzo, uno dei quali potrebbe diventare il presidente del Consiglio regionale, anche se l’ala catanzarese di Fratelli d’Italia “spinge” per Filippo Pietropaolo, legatissimo alla commissario regionale Wanda Ferro. Meno tribolazioni invece si registrerebbero in Forza Italia, che in Giunta – riferiscono fonti accreditate – potrebbe annoverare uno tra Gianluca Gallo e Giovanni Arruzzolo e Claudio Parente per la Cdl, e inoltre potrebbe “giocare” con le tante postazioni a disposizione a livello consiliare. Ma ci sono anche altri calcoli da fare, a esempio quelli territoriali, e poi la quota rosa del 30%: su questo si starebbero scontrando due interpretazioni, la prima è che la questione sia già risolta con la presenza in Giunta di Santelli e Savaglio, la seconda – più accreditata – che invece richiederebbe una terza donna. E’ questo lo scenario con cui il centrodestra si proietta nella prossima settimana, probabilmente quella decisiva.

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