3 Dicembre 2020

Molto importanti e profonde, sia la riflessione del Vescovo della Diocesi di Locri Gerace, sia l’evangelizzazione di Fratel Cosimo, presso il santuario mariano da quest’ultimo fondato, a Santa Domenica di Placanica. Ieri, sabato sette marzo 2020, il Successore degli Apostoli, monsignor Francesco Oliva, dopo aver ribadito le importanti disposizioni, da lui emanate, in questo difficile tempo del coronavirus, ha così espresso, riferendosi alla Trasfigurazione di Cristo, nella propria omelia, durante la Santa Messa da lui presieduta: “Dopo che Gesù ha annunciato la sua passione e morte e resurrezione tra gli apostoli si diffonde un senso di scoraggiamento e tanta confusione. Essi si erano fatti un’idea diversa di Gesù. E’ questa la ragione per cui Gesù, almeno a tre dei discepoli, vuole far vivere una esperienza bella, trasfigurante. Porta con sé sul Tabor Pietro, Giacomo e Giovanni. Lì si trasfigura, appare cioè nella sua bellezza originale, quella del “figlio prediletto nel quale il Padre si compiace”. Nel Figlio che merita di essere ascoltato: “Ascoltatelo!”. E’ un riconoscimento del Figlio ed un invito imperioso ad ascoltarlo. Un evento che ci fa vedere il Figlio che viene dal Padre. La trasfigurazione di Gesù avviene sul monte come dono dall’alto. La nostra trasfigurazione avviene salendo con Lui sul Tabor ed ascoltandolo. Ascoltarlo è farlo entrare dentro di noi con i suoi progetti, con la sua vita ed impegnandoci a portarli agli altri. Come i tre discepoli siamo invitati continuamente a salire sul Tabor, per ascoltare la parola e pregare. Siamo chiamati non solo a contemplare la trasfigurazione di Gesù, m anche ad essere noi stessi uomini/donne trasfigurati. Attraverso due percorsi.
Il primo, accogliendo la Parola rivelatrice: “E’ il mio figlio. Ascoltatelo!”. La trasfigurazione avviene proprio seguendo questa via: ascoltando Gesù e mettendosi sulla sua strada, diventando come lui. Con la sua Parola ci guarisce, ci trasforma, ci riscalda il cuore, rende la nostra vita più bella e gioiosa.
Il secondo percorso è indicato da Pietro: «E’ bello per noi stare qui!». “Stare qui” non è solo riferimento ad un luogo, il Tabor, quanto alla Persona che rende quel luogo bello e significativo: Gesù.
«E’ bello stare qui, con te»! Stare con Gesù non c’è di più bello. Questa parola di Pietro è più che una professione di fede! E’ un’esplosione che dice tutta la gioia di essere con Gesù, di appartenere a Lui, di orientare la propria vita sulla sua Parola.
Solo vivendo l’esperienza dello stare con Gesù e dell’ascoltarlo, si trasfigurano persone e situazioni.
La stessa esperienza è stata vissuta da Abramo, pastore, senza casa e senza terra. Anche la sua vita «fu trasfigurata» dall’incontro con Dio. Il Signore gli parlò, e quella parola «trasfigurò» la sua vita: «vattene dal tuo paese….Abramo credette…. partì, come gli aveva ordinato il Signore».
Dal momento in cui Abramo ha messo la sua vita nelle mani di Dio, il suo camminare acquista la direzione giusta, la sua vita diventa un’imprevedibile avventura con Dio: Abramo diventa amico di Dio e Dio è il suo Dio. Mette la sua vita nelle mani di Dio e diventa segno di benedizione e motivo di speranza per tutti gli uomini.
Come Abramo possiamo anche noi avere la possibilità di trasfigurare la nostra quotidianità (lavoro, gioie, ansie) in un progetto che viviamo in obbedienza alla Parola, come altrettanti momenti di una vita che si lascia illuminare dall’essere stati sul monte col Signore.” Fratel Cosimo, invece, dopo aver elevato una preghiera alla Madonna, ha detto, alle persone che hanno partecipato all’incontro, nel capiente santuario e tutte disposte a un’ampia distanza di sicurezza, l’una dall’altra: “Cari fratelli e sorelle, siate tutti benvenuti in questo noto Santuario mariano, Nostra Signora dello Scoglio. Oggi, sabato sette Marzo, nonostante la paura del coronavirus, richiamati ancora una volta dall’invito materno della Vergine Santissima, ci ritroviamo accomunati in una fraterna comunione d’amore per il consueto incontro del primo sabato del mese. Come ben sapete, abbiamo incominciato da quasi due settimane il cammino penitenziale della quaresima, e proprio in questo tempo particolare di conversione, di ravvedimento e di rinnovamento spirituale, il Signore cerca gli erranti, gli smarriti di cuore, cerca ciascuno di noi, ci guarda con uno sguardo di misericordia e ci invita a riconciliarci con lui e con i nostri fratelli. Dio è amore dice San Giovanni, e proprio perché Dio è amore, cerca l’uomo e la donna perché vuole salvarli dalle loro trasgressioni, dai loro errori e dai loro peccati. L’invito di Dio oggi è rivolto proprio a noi che ci troviamo in questo luogo di grazia: “Ritornate a me con tutto il vostro cuore”, dice il Signore al c. 2 v. 12 del Libro del Profeta Gioele. Questo tempo quaresimale sia un tempo utile e propizio per ciascuno di noi, affinché possiamo trarre copiosi frutti per essere poi testimoni credibili nel nostro mondo, nella società in cui viviamo e anche, come dice il nostro vescovo nel suo messaggio per la quaresima, per essere discepoli missionari. E’ proprio questo se vogliamo, il compito di ogni cristiano. Ora, accogliamo e lasciamo risuonare nel nostro cuore la Parola del Signore, tratta dal Vangelo di Matteo c. 17 a partire dal v. 1 fino al V. 5. Ecco quanto ci viene detto: “In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: Signore è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato il Vangelo, è molto importante osservare come in quella particolare circostanza il Signore Gesù prese con sé alcuni dei suoi discepoli, cioè, Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò in disparte, sopra un alto monte denominato Tabor. Questo fatto avrà di certo un significato. Possiamo notare come degli eventi molto importanti nella Scrittura sono avvenuti proprio su un monte. Per esempio nel Libro dell’Esodo al c. 32 v. 15 leggiamo: “Allora Mosè si voltò e scese dal monte con le sue tavole della testimonianza nelle mani: tavole scritte da una parte e dall’altra”. Quindi, Mosè ricevette sul monte le due tavole della legge, cioè della testimonianza, nelle quali erano contenuti…mi sapete dire che cosa? I dieci comandamenti per Israele, e non solo per Israele, ma anche per ciascuno di noi. Inoltre leggiamo nel c. 5 di Matteo: “Gesù vedendo le folle, salì sul monte, notate ancora sul monte, e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed Egli, aperta la bocca, insegnava loro”. Quindi, sul monte il Signore Gesù pronunciò un sermone, cioè un discorso straordinario, che noi conosciamo praticamente come il “Discorso della montagna”, un discorso pieno di insegnamenti, suggerimenti, consigli ed esortazioni per ciascuno di noi. Ora, il Vangelo che abbiamo ascoltato e sul quale stiamo condividendo questa riflessione, afferma che proprio su un alto monte, identificato come il Tabor, è avvenuto se vogliamo, uno degli avvenimenti più straordinari che hanno caratterizzato la vita terrena del Signore Gesù. Allora, l’evento di cui stiamo parlando ditemi qual è? La trasfigurazione di Gesù. Il brano del Vangelo a quanto pare, mette in evidenza la particolare richiesta dell’apostolo Pietro: “Signore, è bene che stiamo qui, se vuoi farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Le parole di Pietro ci fanno comprendere che, come figli di Dio possiamo certamente ripetere anche noi come l’apostolo Pietro che è bello stare in disparte con il Signore, ovvero vivere se vogliamo, una relazione stretta, intima con lui. Anche Gesù stava in disparte a pregare, e allo stesso tempo per comunicare con il Padre, come ci viene detto nel Vangelo di Luca al c. 11 v. 1. Ecco le parole: “Gesù si trovava in disparte a pregare”. Fratelli e sorelle, dobbiamo dunque imparare da questo atteggiamento del Signore Gesù, il quale desiderava stare in disparte con il Padre. Riflettiamoci su, la stessa cosa deve valere anche per noi. Quindi ripeto, quanto è bello come figli di Dio riposarsi nel Signore, stare con lui personalmente e anche dialogare con lui intimamente. Ma facciamo bene attenzione, questo è possibile quando noi ci chiudiamo nel segreto della nostra stanza, e ci raccogliamo in preghiera davanti al Signore, così come sta scritto nel Vangelo di Matteo al c. 6 v. 6: “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Ecco come è possibile che il Signore possa parlare al nostro cuore, e noi possiamo udire come Pietro, Giacomo e Giovanni la sua voce. Miei cari fratelli e sorelle, sul monte Tabor Dio manifestò la sua gloria nella trasfigurazione di Gesù, la nube luminosa che coprì i tre discepoli con Gesù, fa proprio parte della gloria di Dio. Scrive l’apostolo Pietro nella sua seconda Lettera: “Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa parola: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”. Cerchiamo dunque, di non perdere mai di vista la luce del Tabor, ma di camminare sempre allo splendore di quella luce, proprio come dice il Profeta Isaia al c. 2 v. 5: “Venite, e camminiamo nella luce del Signore”. Sono parole queste molto belle, che vogliono essere un incoraggiamento per ciascuno di noi. E proprio per il fatto che il Signore è luce, siamo chiamati a camminare alla sua luce, ovvero tenere i nostri occhi sempre fissati su di lui, e seguire il suo esempio, perché solo in questo modo non potremo mai sbagliare strada. La Vergine Santissima, Madre del risorto Signore, ci aiuti e guidi i nostri passi nella via della luce che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Colui che ha detto: “Chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita”. Dite Amen. A tutti voi buon cammino quaresimale. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo. ”

Il vescovo Oliva
Il vescovo Oliva e Fratel Cosimo
Facebook Comments
CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.